Bambino fugge dalla guerra e ritrova il papà in Canada

MONTORIO. Ritrovare in Ucraina il figlio di quattro anni che non aveva mai conosciuto per proteggerlo dagli orrori della guerra e per dargli un futuro migliore e l’affetto che gli è mancato. È la...
MONTORIO. Ritrovare in Ucraina il figlio di quattro anni che non aveva mai conosciuto per proteggerlo dagli orrori della guerra e per dargli un futuro migliore e l’affetto che gli è mancato. È la commovente storia del piccolo Micheal che insieme alla sua mamma Natalia Yermiichuk è ospite in un hotel a Montorio e attende di ottenere il visto dal Ministero degli esteri per raggiungere in Canada il papà Micheal che non ha mai conosciuto perché tornato in patria poco prima che venisse alla luce. La guerra ha scosso la coscienza del giovane che, spinto dalla paura che potesse accadere qualcosa al suo bambino, ha deciso di avviare l'iter per il riconoscimento legale e aprendogli la sua casa. «Michael non ha mai visto il papà», racconta Natalia che è un medico e ha un’altra figlia di 14anni, « ma quando lui ha visto in tv le immagini della guerra e che il nostro aeroporto era stato bombardato ci ha subito contattati e si è dato da fare per farci uscire dal paese e farci partire per il Canada. Ma dall'Ucraina non è stato possibile e allora ho deciso di scappare».
Natalia è di Chernivtsi e a 2 km dalla sua casa c’è una base militare, un punto strategico per la controffensiva. «Era un continuo di missili e allarme e stavamo sempre nel sotterraneo», racconta, «ma ci faceva molto freddo e i bambini si erano ammalati e così siamo fuggiti in automobile quando non c’era il coprifuoco». Per raggiungere la frontiera hanno dovuto proseguire per ore a piedi. «La cosa più dolorosa è stata lasciare mamma che è venuta a mancare pochi giorni dopo», prosegue con gli occhi pieni di lacrime, «il suo cuore non ha retto alla crudeltà della guerra e non abbiamo potuto darle nemmeno l’ultimo saluto». Il Canada e quel compagno che se n'era andato da un giorno all'altro lasciandola con il pancione di nove mesi e tanta tristezza non rientravano nel futuro di Natalia, ma l'amore di una madre per il proprio figlio supera ogni rancore. «Michael è affetto dallo spettro autistico e necessita di seguire dei corsi e di avere un luogo stabile», dice ancora, « «vorrei tornare nel mio Paese, ma è giusto che conosca il papà, è un suo diritto stare con lui». Uno sguardo pieno di complicità con il figlio che le sorride e conclude: «Da mamma sono pronta a fare qualsiasi sacrificio, purché mio figlio sia felice e sia protetto da quel padre che tanto desiderava»..
Adele Di Feliciantonio
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