Bambino morto, indagata la mamma

Avviso di garanzia per omicidio colposo conseguenza dell’omessa custodia, l’autopsia rinviata a questa mattina
MARTINSICURO. È un atto dovuto. Come lo sono tutti quelli che accompagnano i primi passi di un fascicolo giudiziario tra codici e norme a scandire le tappe di tragedie. Come quella di un bimbo morto.
Da ieri la mamma di Cliton,il piccolo nigeriano di 18 mesi precipitato da una finestra di casa, è indagata per omicidio colposo conseguenza di una omessa custodia: tecnicismi giuridici a spiegare che, secondo la Procura, è mancata la custodia di un minore. L’avviso di garanzia firmato ieri dal pm Davide Rosati (e notificato dai carabinieri) ha fatto slittare l’autopsia ad oggi: in presenza di un accertamento irripetibile come appunto un’autopsia gli indagati possono nominare un consulente di parte proprio per assistere all’esame. E così, molto probabilmente, farà la mamma del bambino che al momento della tragedia era in casa in compagnia di un’amica.
Ai carabinieri ha raccontato che era in bagno quando ha perso di vista il piccolo che, secondo la sua versione, prima si è arrampicato sul lettino e poi sulla vicina finestra della mansarda, al terzo piano di un appartamento di via Marco Polo. Quando è uscita è andata in camera da letto, ha visto le ciabattine sul lettino ed è corsa sotto.
Un esame, quello dell’autopsia, che il pm ha affidato all’anatomopatologo Giuseppe Sciarra con l’obiettivo di accertare se la morte possa essere compatibile con la caduta, in questo caso una caduta di circa otto metri. Ovvero, ha chiesto il magistrato nei quesiti, di verificare la presenza di fratture o altro che, in casi come questo, non possono non esserci.
I carabinieri della compagnia di Alba, che per tutta la notte e buona parte della giornata di ieri, hanno raccolto le testimonianze di vicini e persone del posto, continuano anche nella ricerca di impianti di video sorveglianza della zona le cui telecamere potrebbero aver ripreso qualcosa.
La tragedia è avvenuta poco dopo le 22 di giovedì, in una traversa che si trova a 15 metri dal lungomare. Tra i primi ad arrivare sul posto c’è stato il ristoratore della zona Maurizio Compagnoni che ha raccontato: «Avevo appena chiuso il locale e stavo fumando una sigaretta davanti l’ingresso quando ho sentito grida disperate. Insieme ad alcune persone che si trovavano in zona siamo corsi verso il luogo da dove venivano le urla. Girato il piccolo viale dove si trova l’ingresso della palazzina abbiamo visto una donna che strillava "è caduto, è caduto" ed aveva in braccio il bambino. Nei concitati momenti ho notato solo che il bambino aveva escoriazioni sulla testa. Poi, tutti a chiamare il 118 e i carabinieri. E in poco tempo sono arrivati i soccorritori che hanno provato in tutti i modi a rianimare il bambino anche con il defibrillatore ma non c’è stato nulla da fare». In quel momento in casa con la mamma e il piccolo c’era un’altra donna connazionale mentre il papà del piccolo era fuori dall’appartamento. Il piccolo è nato nel dicembre del 2019 all’ospedale di Ascoli Piceno e la famiglia, dopo essere stata nelle Marche, da circa un anno vive nella piccola mansarda di Martinsicuro. Entrambi sono in regola con il permesso di soggiorno e il papà lavora nella zona.
E per tutta la giornata di ieri la palazzina di via Marco Polo è stata meta di un mesto pellegrinaggio di amici dei genitori del piccolo che si sono stretti al dolore di una mamma e di un papà.
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