Bancarotta, condannato l’ex manager Asl Casini

Tre anni all’imprenditore e due a un commercialista. Per l’accusa distratti beni per 800mila euro dalla società fallita di cui erano amministratori
TERAMO. E’ con una condanna a tre anni per bancarotta fraudolenta patrimoniale che, in primo grado, si chiude il processo all’imprenditore ed ex manager della Asl Sabatino Casini in relazione al fallimento della Sistemi Elettronici srl di cui era amministratore di fatto e di diritto. Con lui è stato condannato a due anni (pena sospesa) il commercialista Valentino Ferrante (presidente del comitato provinciale della Croce Rossa del tutto estranea alla vicenda) che all’epoca dei fatti era amministratore di diritto e liquidatore della stessa società. Secondo l’accusa della procura (il titolare del fascicolo è il pm Davide Rosati, il pm d’udienza Laura Colica che ha chiesto una condanna a tre anni e tre mesi per entrambi) i due avrebbero distratto beni per circa 800mila euro dall’azienda di cui erano amministratori, azienda che nel 2011 è stata dichiarata fallita dal tribunale di Teramo.
Entrambi gli imputati, che sono stati invece assolti dal reato di bancarotta fraudolenta preferenziale perchè il fatto non costituisce reato e dal reato di bancarotta fraudolenta documentale perchè il fatto non sussiste, sono stati inabilitati per dieci anni dall’esercizio di imprese commerciali e impossibilitati per la stessa durata a ricoprire incarichi direttivi nelle aziende. Per Casini, inoltre, il tribunale in composizione collegiale (presidente Roberto Veneziano, a latere Sergio Umbriano e Belinda Pignotti) ha disposto anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
I fatti contestati dalla procura a Casini e Ferrante risalgono al 2011 e le indagini sono scattate nel 2012, quindi successivamente alla dichiarazione di fallimento. Secondo la procura, così si legge nel capo d’imputazione, «nelle rispettive qualità di amministratore di fatto e di diritto (Casini) e di amministratore di diritto e di liquidatore (Ferrante) della società Sistemi Elettronici in liquidazione, distraevano, occultavano ovvero dissipavano beni aziendali (comunque distraevano, occultavano ovvero dissipavano i proventi derivati dall’alienazione dei medesimi) per un valore complessivo pari ad euro 827.500,00».
Tutto, sempre secondo l’accusa, attraverso una serie di azioni fatte in un determinato arco temporale tra cui la vendita di un’area edificabile, dei trasferimenti in denaro e un trasferimento gratuito di un contratto stipulato con la Regione Abruzzo a due società dello stesso Casini.
Casini e Ferrante sono difesi dall’avvocato Fabrizio Acronzio che, una volta conosciute le motivazioni che saranno pubblicate tra sessanta giorni, ha annunciato ricorso in appello.(d.p.)
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