Bancarotta e riciclaggio, 13 società sequestrate a un imprenditore

10 Ottobre 2020

MARTINSICURO. Tredici società per un valore di 12 milioni di euro sono state sequestrate nell’ambito di una operazione chiamata “Background” della guardia di finanza di Ancona. Si tratta di compagini...

MARTINSICURO. Tredici società per un valore di 12 milioni di euro sono state sequestrate nell’ambito di una operazione chiamata “Background” della guardia di finanza di Ancona. Si tratta di compagini riconducibili a un’associazione criminale stroncata a luglio scorso dal nucleo di polizia economico finanziaria di Ancona con 12 misure cautelari di cui 9 in carcere per i reati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, reati fiscali, riciclaggio e auto-riciclaggio. Giovedì i militari del Gico di Ancona e del Servizio centrale Investigazione criminalità organizzata di Roma hanno eseguito il sequestro delle quote sociali e dell’intero compendio dei beni aziendali di tredici società, del valore di circa dodici milioni di euro, nella disponibilità di C. M., 45enne di Porto San Giorgio residente a Martinsicuro già destinatario della misura cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale di Ancona in accoglimento della richiesta formulata dalla locale Direzione Distrettuale antimafia. Tra i beni sequestrati tre appartamenti di pregio, 7 autovetture, tra cui una Range Rover Evoque e una Jeep Compass, e disponibilità finanziarie riconducibili alle 13 società, che hanno sede nelle Marche, nel Lazio, in Lombardia e in Emilia-Romagna. Si tratta di imprese che operano in diversi settori commerciali, quali quelli della produzione di calzature, del commercio di pelli, di materie plastiche, di autoveicoli e di ferro. Il provvedimento è stato adottato sulla base di analitiche investigazioni economico-patrimoniali condotte dai finanzieri a conclusione delle quali sono stati individuati i patrimoni nella disponibilità, diretta e indiretta, in questo caso tramite le cosiddette “teste di legno” di nazionalità sia italiana che straniera (Repubblica slovacca, Moldavia, Russia, prive o quasi di fonti di sostentamento), dell’imprenditore. Beni che gli inquirenti ritengono essere stati acquisiti con i proventi illeciti frutto delle attività contestate.
Sandro Di Stanislao
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