Bancarotta, in carcere due fratelli
Condanna definitiva a tre anni e tre mesi per i titolari di un caseificio di Bellante
BELLANTE. Bancarotta fraudolenta del loro caseificio di Bellante. È per questa accusa che sono stati condannati in via definitiva i fratelli Franco e Francesco Calabrese a 3 anni e 3 mesi ciascuno. I due fratelli, di 62 e 59 anni, sono stati trasferiti ieri nel carcere di Castrogno dove sconteranno la pena. A notificare il provvedimento emesso dal tribunale di Teramo sono stati i carabinieri della stazione di Bellante. I fatti contestati che hanno portato al riconoscimento della bancarotta fraudolenta risalgono al 2006 quando vennero eseguiti accertamenti aziendali da parte della guardia di finanza di Teramo. Le fiamme gialle riscontrarono irregolarità per cui i Calabrese vennero indagati fino alla condanna definitiva che ha spalancato loro le porte del carcere. Il caseificio bellantese fu nel 2009 fatto oggetto già di un accertamento, ma di tipo sanitario. I carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazione) di Pescara avevano posto sotto sequestro l’azienda che produce formaggi e latticini in una struttura e con delle modalità che già mesi fa erano state giudicate dalle autorità competenti del tutto inadeguate alle normative, in particolare per quanto riguaradva la tracciabilità della materia prima. L’azienda, nonostante il provvedimento di sospensione che le aveva inflitto la Asl di Teramo, aveva continuato la produzione secondo quanto venne allora contestato. Così scattò il sequestro per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. (cr.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

