Bancomat esplosi, spunta un’altra banda

La Procura indaga dieci persone per i colpi a Controguerra, Tortoreto, Alba, Corropoli e Garrufo di Sant’Omero
VAL VIBRATA. Due bande in trasferta per far esplodere bancomat. Partenza dal Foggiano e approdo nel Teramano con un solo obiettivo: mettere insieme soldi. È con una seconda indagine già chiusa con la notifica di un avviso di conclusione che il pm Davide Rosati svela tutta l’organizzazione che in due anni ha messo a segno decine di colpi prendendo di mira i bancomat non solo degli istituti di crediti ma anche delle poste. Dopo il primo fascicolo chiuso con 10 nomi già a processo con un giudizio immediato, c’è una seconda inchiesta a definire il modus operandi. Anche in questo caso il pm contesta l’associazione a delinquere.
Alla guida del gruppo la Procura mette il 38enne foggiano già ritenuto al vertice dell’altra banda che, sempre con la collaborazione di due basisti locali, avrebbe organizzato altre spedizioni in questo caso per mettere a segno colpi a Controguerra, Tortoreto, Alba Adriatica ( in questo caso ufficio postale), Corropoli e Garrufo di Sant’Omero. Anche questa volta, ricostruisce il pm al termine delle indagini delegate ai carabinieri del reparto operativo, banditi esperti nel maneggiare esplosivi, super veloci nell’arraffare i soldi e nella fuga spesso facilitata dai chiodi lanciati in strada per fermare gli inseguitori e tutti provenienti da Cerignola, Foggia e Orta Nova. L’accusa contestata a tutti è quella di associazione a delinquere finalizzata ai furti, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento. A capo del gruppo la Procura mette Massimo Furio, 38enne che, sostengono inquirenti e investigatori, organizzava e promuoveva i colpi procurando mezzi di trasporto, telefoni cellulari e schede telefoniche spesso attivate proprio a ridosso dei colpi visto che l’uomo gestiva un negozio di telefonia. Un’associazione, così la prima individuata e con i dieci componenti già a processo, che sempre secondo la Procura – pur non appartenente a nessuna organizzazione criminale– ha un modus operandi da malavita organizzata: non solo nelle gerarchie, ma anche nel sostenere le spese legali di chi viene arrestato e quelle di sopravvivenza dei familiari con una parte dei ricavi dai colpi. Tutti avrebbero avuto un proprio ruolo ben definito: dagli esecutori materiali, alle vedette fino alle staffette.
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