Bancomat esploso Nuove accuse per l’uomo arrestato

Pineto, contestato l’attentato a impianti di pubblica utilità Si cercano gli altri tre in fuga con il bottino di 53mila euro
PINETO. C’è anche la pesante accusa di attentato agli impianti di pubblica utilità (in questo caso l’ufficio postale) tra quelle che la Procura teramana contesta al trentenne pugliese arrestato per il bancomat esploso a Scerne di Pineto. L’uomo, rinchiuso nel carcere di Avezzano, ieri mattina è comparso davanti al gip Roberto Veneziano per l’udienza di convalida che si è svolta da remoto. Dopo l’udienza, al termine della quale la Procura ha chiesto il mantenimento della misura cautelare in carcere, il gip si è riservato e la decisione è attesa per le prossime ore.
L’uomo, nella notte tra martedì e mercoledì e quindi in coincidenza dei fatti, è stato bloccato dalla polizia su una macchina che non risulta rubata. All’interno un coltello e un pezzo di miccia. Dello stesso tipo di quella trovata sul posto dell’esplosione. Gli investigatori delegati alle indagini dal pm Enrica Medori sono certi che abbia avuto un ruolo. E forse non solo quello del “palo”. Intanto continuano le indagini per identificare gli altri tre scappati a bordo di una Alfa Romeo risultata rubata qualche ora prima a Pineto e in fuga con il bottino. La macchina è stata ritrovata a poca distanza. Gli agenti del commissariato di Atri (diretto da Ester Fratello) stanno visionando le immagini di vari sistemi di video sorveglianza. Non solo quello dell’ufficio postale, ma anche molti altri. E non solo. Ormai da ore stanno raccogliendo le testimonianze di residenti della zona nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. L’allarme è scattato all’1.20 quando un boato ha svegliato i residenti di via Belvedere. L’esplosione ha mandato in frantumi i vetri delle poste, ha divelto le serrande e danneggiato i mobili dell’ ufficio. E non solo. Ha provocato anche il distacco di alcune parti del soffitto. La tecnica usata per far saltare lo sportello è quella ormai consueta della carica di acetilene che squarcia il bancomat. Nei fotogrammi catturati dal sistema di videosorveglianza si intravedono i tre che arrivano su una macchina di grossa cilindrata e, tutti con il volto coperto, si muovono rispettando un copione che molto probabilmente è stato già recitato altre volte.
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