Banconote facsimile in auto Processato e assolto

Fermato ad un controllo stradale e trovato con i finti soldi nella macchina Il quarantenne teramano: «Li avevo raccolti per far giocare i miei figli»
TERAMO. Mai avrebbe immaginato di finire a processo per quelle banconote talmente fasulle, con tanto di scritta facsimile, da non poter essere scambiate per vere. Quando due anni fa venne fermato per un controllo stradale le aveva in bella vista sul sedile della macchina, raccolte al volo da una manifestazione pubblicitaria e destinate a finire a casa «per far giocare i bambini». Per quelle 50 banconote facsimile da 20 euro è finito in un’aula di tribunale dove il giudice Flavio Conciatori lo ha assolto. All’uomo, un teramano di 40 anni difeso dall’avvocato Maurizio Russi, era stato contestato l’articolo 453 del codice penale, ovvero falsificazione di monete. In particolare il comma 4 che recita: «Chiunque, al fine di metterle in circolazione, acquista o comunque riceve da chi le ha falsificate, monete contraffatte o alterate».
Secondo l’accusa contestata dagli inquirenti quelle banconote sarebbero state perfette per passare per venti euro vere alla lettura di una macchinetta cambia soldi: ovvero avrebbero potuto essere usate per ottenere soldi veri dalle macchinette cambia-monete che non le riconoscono come facsimile. Episodi, quest’ultimi, verificatisi in varie zone d’Italia e per cui ci sono stati anche degli arresti. Ma l’uomo, quando è stato fermato per un semplice controllo stradale, non si trovava in prossimità di un locale con macchinetta cambia monete nè tantomeno all’interno di un locale: particolare, quest’ultimo, emerso più volte nel corso dell’udienza attraverso alcune testimonianze. Al termine dell’istruttoria è arrivata la sentenza di assoluzione. Con una punta di amarezza per l’uomo convinto di non commettere nessun reato nel raccogliere quelle banconote facsimile e portarle a casa per far giocare i bambini.
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