Banda dei bancomat Ai domiciliari i basisti di Tortoreto

12 Giugno 2018

TORTORETO. Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari a padre e figlio fermati qualche settimana fa con l’accusa di essere i basisti della banda che faceva esplodere i bancomat e finiti in...

TORTORETO. Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari a padre e figlio fermati qualche settimana fa con l’accusa di essere i basisti della banda che faceva esplodere i bancomat e finiti in carcere insieme ad altri otto. Si tratta di Pietro e Michele Intenza, rispettivamente di 42 e 21 anni, originari di Foggia ma da tempo residenti a Tortoreto.
Secondo l’accusa della Procura i due, che hanno rapporti di parentela con un componente della banda, in alcune occasioni avrebbero ospitati i banditi in trasferta. Banditi che, secondo gli investigatori, sono professionisti del crimine accusati di aver fatto esplodere bancomat nel Teramano, nell’Ascolano e in Toscana. Sono di Cerignola con i due foggiani residenti a Tortoreto. L’accusa, per tutti, è quella di associazione a delinquere finalizzata ai furti, detenzione di materiale esplodente e danneggiamento. A capo dell’associazione l’accusa mette Massimo Furio, 38enne foggiano, che, ricostruiscono i militari, organizzava e promuoveva i colpi procurando mezzi di trasporto, telefoni cellulari e schede telefoniche spesso attivate proprio a ridosso dei colpi visto che l’uomo gestisce un negozio di telefonia. A portare sulle tracce della banda è stato il ritrovamento a Tortoreto, nell’ottobre scorso, di una macchina con targa rubata. A bordo della vettura è stato trovato un congegno esplosivo, la cosiddetta “marmotta”, e un ariete in ferro, oltre ad altri materiali per lo scasso.
E’ stato il primo tassello di un complesso puzzle ricostruito a suon di telefonate e Gps satellitari che hanno permesso anche di sventare colpi. Come è successo il 12 dicembre scorso a Vasto quando, proprio su indicazione dei carabinieri teramani, è stata fermata una macchina con altro ordigno esplosivo artigianale e dieci chili di chiodi da utilizzare in caso di inseguimento. Il resto lo hanno fatto centinaia di intercettazioni telefoniche.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.