Banda dei bancomat, cinque assoluzioni

Nessuna condanna dopo la maxi operazione sugli assalti agli sportelli fatti saltare con gli esplosivi
TERAMO. Le motivazioni, preannunciate tra novanta giorni, chiariranno il perché, ma è ipotizzabile che alla base della sentenza di assoluzione ci siano le novità introdotte dalla riforma Cartabia che per il furto aggravato prevede la procedibilità solo con querela.
In cinque ieri sono stati assolti dall’accusa di furto aggravato e utilizzo di materiale esplodente. La Procura aveva chiesto condanne da 4 a 3 anni. Il caso è quello dei bancomat esplosi che negli anni scorsi ha visto la provincia teramana presa di mira da svariate bande provenienti dal sud Italia. Dalla maxi inchiesta conclusa con un altro processo, è nata un’inchiesta bis che ha portato al processo chiuso ieri davanti al collegio presieduto dalla giudice Claudia Di Valerio (a latere i giudici Emanuele Ursini e Carla Fazzini).
Gli imputati erano Massimo Furio, 43 anni, di Foggia; Gabriele De Simone , 38 anni, di Foggia; Giuseppe Pugliese, 43 anni, di Foggia, Pietro e Michele Intenza, padre e figlio di 48 e 24 anni, residenti a Tortoreto. Tutti erano difesi dagli avvocati Libera D’Amelio e Francesco Americo.
I cinque erano finiti sotto accusa per il colpo messo a segno nell’agosto del 2017 in una banca al confine tra il territorio teramano e quello marchigiano, a Pagliare del Tronto. Un colpo da 96mila euro. Secondo l’accusa, così si legge nel capo d’imputazione, « dopo aver introdotto all’interno della bocchetta di erogazione del denaro un ordigno artigianalmente confezionato, denominato “marmotta” carico di polvere esplosiva ed aver provocato la deflagrazione dell’apparato elettronico, asportavano il denaro contante contenuto». La cassa vuota all’epoca venne ritrovata nel territorio comunale di Tortoreto dove, sempre secondo l’accusa, i ladri l’avrebbero abbandonata dopo essersi impossessati dei soldi. Per il furto aggravato è stata pronunciata sentenza di non doversi procedere con l’azione penale per mancanza di querela, per il secondo reato contestato sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste.(d.p.)
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