Banda della cocaina, 31 anni di carcere

Spaccio e associazione, pesanti condanne in primo grado per tre uomini di Montorio arrestati nel maxi blitz del 2013
MONTORIO. E’ una maxi condanna a 31 anni di carcere quella che in primo grado, e al termine di un rito abbreviato, il gup del tribunale dell’Aquila Guendalina Buccella mette nero su bianco per un vasto traffico di cocaina che nel 2013 portò in carcere tredici persone, quasi tutte di Montorio.
La sentenza è stata emessa mercoledì pomeriggio: il gup ha condannato a 16 anni Lorenzo Pinciotti di 41 anni, a 8 anni Davide Boschi di 43 anni e a 7 anni Gianni Antonio Calisti, 48 anni, tutti e tre di Montorio. Le difese (rappresentate dagli avvocati Gugliemo Marconi, Gennaro Lettieri e Manola Di Pasquale) hanno annunciato ricorso in appello.
L’indagine è del pm della procura distrettuale antimafia dell’Aquila David Mancini che ha contestato l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed è molto probabilmente questa contestazione che ha fatto scattare pene alte. Gli altri indagati non hanno fatto richiesta di riti alternativi e sono stati rinviati a giudizio.
Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dalla squadra mobile teramana (che eseguì gli arresti dopo una lunga indagine) ci sarebbe stato un traffico di droga che in tre anni avrebbe portato 15 chili di cocaina tra Montorio e Teramo in un giro di spaccio gestito da persone insospettabili. L’indagine era scattata alla fine di agosto del 2011 e a dicembre dello stesso anno, nel corso di una perquisizione domiciliare a casa di Pinciotti, erano stati trovati 29 grammi di cocaina e soprattutto una sorta di “libro-mastro” che aveva dato una svolta alle indagini. Nel registro, infatti, (sempre secondo la versione fornita all’epoca dalla polizia) erano riportati dati basilari come entrate e uscite, trasferimenti di denaro con la Wester Union (azienda di servizi finanziari usata per bonifici), viaggi fra Modena e l’Abruzzo e anche i clienti a cui veniva venduta la droga. Fu un’indagine certosina, durata un anno, con la ricostruzione di legami e rapporti anche con il supporto di intercettazioni telefoniche e video-ambientali. «Abbiamo calcolato», aveva spiegato il capo della mobile Gennaro Capasso nel corso della conferenza stampa fatta per illustrare l’operazione, «che dal 2008 al 2011 siano arrivati in provincia di Teramo circa 15 chili di cocaina, per un controvalore di quasi un milione di euro». Non a caso a ottobre del 2012 era stato sequestrato più di un chilo di cocaina purissima: la squadra mobile al casello dell’A24 di Basciano aveva bloccato un’auto, guidata da Boschi, con la droga nascosta sotto al sedile. A capo dell’organizzazione, secondo la polizia, c’era l’ albanese Artan Kurti (tra i rinviati a giudizio) e all’epoca dei fatti residente a Modena, accusato di rifornire gli intermediari, che quella droga purissima poi la tagliavano e la smerciavano agli spacciatori di piccolo cabotaggio che a loro volta la vendevano a centinaia di clienti.(d.p.)
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