Banda di Silvi, una corona per le 11 vittime

Commozione e ricordi alla cerimonia per il centenario della tragedia sui binari ferroviari a Chieti Scalo
SILVI. La commozione e il dolore non si sono attenuati con il passare dei decenni. Sono riemersi ieri nei ricordi legati alla tragedia di Chieti Scalo dove, cento anni fa, il 30 agosto del 1922, persero la vita 11 dei 43 componenti della storica banda di Silvi Paese, travolti da un treno mentre erano di ritorno da un concerto.
Ieri è stato il giorno della memoria, che ha unito nel cordoglio due comunità. A Chieti, davanti la stazione ferroviaria dello Scalo, alle 11 si è tenuta la cerimonia alla presenza dei sindaci Diego Ferrara e Andrea Scordella e dei rappresentanti di Ferrovie dello Stato oltre ad alcuni dirigenti della Asl. Una corona di fiori è stata benedetta dal parroco della chiesa San Salvatore del borgo antico don Gaston Munoz e adagiata vicino ai binari. «Quando il nonno è morto mio padre aveva 5 anni», ricorda il nipote di una delle vittime, «si può capire come sia stata dura per mia madre e mia nonna fare tutto e allevare tre figli». Un altro aggiunge: «L’ evento organizzato è veramente ammirevole da parte delle amministrazioni comunali, le celebrazioni servono per non dimenticare la tragedia».
Le celebrazioni si sono spostate nel pomeriggio nel centro storico di Silvi Paese dove, alle 17, il vescovo Lorenzo Leuzzi ha presieduto una messa solenne di suffragio nella chiesa del Santissimo Salvatore. Al termine del rito eucaristico le autorità civili, tra cui il sindaco Scordella, il questore Lucio Pennella e l’ex capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli hanno raggiunto largo della Porta, dove c’è la lapide che ricorda le 11 vittime. Alle 18.30 la Fanfara della polizia di Stato, nella piazza della Fontana, ha tenuto un concerto aperto con la marcia sinfonica “Silvi in festa” composta dal maestro Francesco Perazzitti, direttore della storica banda della città tra gli anni ‘40 e ‘60. «Anche se è passato un secolo» ha detto Scordella, «il ricordo di quella tragedia è ancora vivo nella nostra città e la commozione è ancora forte. Silvi non dimenticherà mai quel suo complesso bandistico che tanti successi ha ottenuto nelle innumerevoli esibizioni, né dimenticherà l’incidente che portò lutto e dolore a Silvi Paese». (d.f.)

