Bande di ladri all’assalto della piscina comunale

I carabinieri sventano un colpo e identificano i sei autori del precedente Rubate ma subito restituite le insegne in metallo della cantina di Schillaci
TERAMO. Ieri notte i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Teramo, mentre erano impegnati in un servizio perlustrativo per prevenire e reprimere i reati in genere e in particolare i furti, hanno effettuato un controllo intorno alla piscina comunale di Teramo e notato una porta d’ingresso forzata. I militari cominciavano a controllare la struttura e notavano sei giovani che, vistisi scoperti, scavalcavano la recinzione e si davano alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Sono in corso indagini al fine di identificarli anche con l’ausilio dei sistemi di videosorveglianza di cui è fornito l’impianto sportivo. Il sito dell’Acquaviva non è nuovo a simili incursioni: lo scorso 11 luglio ignoti dopo essere entrati all’interno della piscina hanno rubato una cassa acustica, due tende da sole, una bicicletta e altro materiale per un valore complessivo di 1.000 euro. In quel caso le indagini avviate dalla stazione carabinieri di Teramo, anche con l’ausilio dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di identificare gli autori del raid in sei giovani del luogo, denunciati all’autorità giudiziaria, e di recuperare parte della refurtiva.
IL CASO DELLA CANTINA
DI PORTA ROMANA
Tre storiche insegne in metallo rimosse nel cuore della notte dalla parete accanto all'ingresso della Cantina di Porta romana, la locanda cuore della tradizione enogastronomica teramana di Marcello Schillaci. La scoperta del singolare furto è stata fatta ieri mattina dal ristoratore che, sorpreso e amareggiato, ha denunciato sui social l'accaduto pubblicando le foto del muro accanto alla porta del suo locale spogliato delle insegne. Le ipotesi inizialmente hanno portato verso l'atto vandalico, sebbene la refurtiva abbia anche un suo valore economico: le tre targhe in metallo, soprattutto per la storicità, potrebbero infatti fruttare alcune centinaia di euro presso antiquari e collezionisti. Schillaci, dopo aver cercato invano eventuali tracce delle insegne, ha visionato i filmati delle telecamere di sicurezza e le immagini parlavano chiaro, raccontando del furto messo a segno da un uomo ben riconoscibile. Nella tarda mattinata, quando la notizia si è diffusa in città soprattutto tramite Facebook, l'autore del gesto si è pentito e si è presentato alla Cantina di Porta romana con la refurtiva. Ha riconsegnato a Schillaci le tre insegne in metallo, scusandosi per quanto fatto. I due hanno parlato, si sono chiariti e il ristoratore non presenterà denuncia. «Si è trattato di un furto fatto per uno stato di bisogno da una persona che conosco e che sta vivendo un momento di difficoltà. Ho accettato le scuse e perdonato l'autore del gesto, al quale ho detto che avrebbe potuto chiedermi aiuto e glielo avrei dato proprio per via della nostra antica conoscenza», ha commentato Schillaci, che ha presto archiviato l'episodio ricollocando le sue amate insegne al loro posto. (d.v.-v.m.)
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