Bandiera blu a tutta la costa dopo 9 anni

1 Maggio 2022

Il vessillo torna a sventolare anche su Alba Adriatica, che lo aveva perso nel 2014: premiate in blocco le “sette sorelle”

TERAMO. Il mare teramano è tornato tutto blu dopo nove, lunghi anni. L’ufficialità si avrà il prossimo 10 maggio, quando la Fee (Fondazione europea per l’ambiente) assegnerà a Roma le Bandiere blu per l’anno 2022, ma l’invito a partecipare alla cerimonia arrivato nei giorni scorsi via Pec al Comune di Alba Adriatica rappresenta di per sé una certezza: verrà premiato anche quello che, dall’anno scorso, era rimasto l’unico centro costiero della provincia privo del vessillo che certifica la qualità del mare e dell’accoglienza turistica. Sulla riconferma delle altre sei “sorelle” della costa – Martinsicuro, Tortoreto, Giulianova, Roseto, Pineto e Silvi – non ci sono dubbi, quindi il mirabolante “en plein” che fino al 2013 aveva reso Teramo un caso nazionale torna ad essere realtà.
IL CASO DI ALBA
Alba Adriatica si prepara a festeggiare la fine di un lungo incubo cominciato nel 2014, quando perse la Bandiera blu insieme a Giulianova e Martinsicuro. La città, a dire il vero, avrebbe dovuto riconquistare il riconoscimento già lo scorso anno, visto che i prelievi dell’Arta avevano attestato la qualità eccellente delle acque albensi già nel 2021. Però errori nel caricamento dati e nelle comunicazioni sui risultati dei prelievi (non imputabili all’amministrazione comunale) avevano fatto slittare il riconoscimento, che ora torna nelle mani dell’ente locale guidato dal sindaco Antonietta Casciotti. Oltre al mare pulito sono state le politiche ambientali praticate in città, le infrastrutture per la mobilità sostenibile e altri parametri contenuti nella scheda inviata lo scorso autunno dal Comune a portare alla riconquista del vessillo.
PERDITE E RICONQUISTE
Quel 2014 in cui si passò bruscamente dal “sette su sette” alla bocciatura di tre comuni ha segnato l’inizio di una stagione tormentata per il mare teramano. Allora Alba, Giulianova e Martinsicuro pagarono i risultati negativi delle analisi sulle acque datate maggio-giugno 2013: quei due mesi furono molto piovosi e quando ci sono piogge abbondanti i fiumi, purtroppo inquinati, portano in mare una quantità maggiore di acqua sporca. I tre centri in questione sono penalizzati perché in Adriatico prevalgono le correnti da nord a sud e all’estremità nord delle tre spiagge ci sono le foci del Tronto, del Vibrata e del Salinello. Giulianova è riuscita a riconquistare la Bandiera blu nel 2017 ma non per il tratto più a sud, Martinsicuro ha dovuto attendere il 2021 e Alba ne uscirà solo quest’anno. Nel frattempo, analisi negative sulle acque hanno creato problemi a Silvi (che ha perso la Bandiera nel 2015 e l’ha ripresa nel 2016) e a Roseto (che ha perso il vessillo nel 2016 e l’ha riconquistato nel 2017), mentre Pineto paga dazio all’inquinamento della foce del Vomano per cui di solito conquista la Bandiera blu dal Calvano verso sud. L’unico centro immune da questi problemi è Tortoreto, che quest’anno avrà la sua 26ª Bandiera blu (record in Abruzzo).
I NODI IRRISOLTI
Il ritorno alle sette Bandiere blu certifica la qualità dell’offerta turistica teramana, ma non elimina problemi cronici: quello dell’inquinamento dei fiumi in primis, che a ogni piena mette a rischio la qualità del mare, e quello dell’erosione di ampi tratti di costa, che finora le istituzioni hanno affrontato in modo estemporaneo, senza un piano organico.
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