Bandiera blu, chi non ce l’ha la snobba

13 Maggio 2016

I rosetani: non conta più di tanto. Il presidente dell’Amp Cerrano accusa Pavone: la perdita del vessillo è colpa sua

ROSETO. A Pineto e Silvi gli operatori balneari si godono la Bandiera blu e le disgrazie altrui (a quanto pare aumentano nelle due località le prenotazioni dei pescaresi, alle prese con un tratto del loro mare vietato ai bagni), mentre i loro colleghi di Roseto provano ad abbozzare dopo la notizia della perdita del vessillo. Di sicuro le polemiche continuano e l’autodifesa del sindaco rosetano Enio Pavone (in sintesi: se i fiumi inquinano il mare la colpa non è del Comune ma della Regione, che ha competenza sui fiumi) non convince tutti.

«La responsabilità per il mancato conferimento della Bandiera blu a Roseto è da attribuirsi al suo sindaco, Enio Pavone, il quale sicuramente non ha una sensibilità ambientale». Non usa giri di parole Leone Cantarini, presidente dell’Area marina protetta (Amp) Cerrano, il quale svela di aver in più occasioni cercato di mettere sul chi va là l’amministrazione comunale rosetana ma senza esito. «Ho inviato una raccomandata al sindaco Pavone», dice infatti Cantarini, «incalzandolo per la discarica sul Vomano, riemersa a causa dell’erosione. È vero che l’inquinamento dei fiumi sfocia al mare, ma è altrettanto vero che è compito di un sindaco adottare le necessarie precauzioni perché ciò non avvenga o per lo meno che i danni siano limitati». Ma c’è un altro aspetto che secondo il presidente dell’Amp ha influito negativamente nel mancato conferimento della Bandiera blu a Roseto. «Quest’anno», dice ancora Cantarini, «tra gli elementi di valutazione è stata inserita anche la nidificazione dell’uccello fratino, pertanto la denuncia del Wwf quando è stato arato il tratto di arenile a nord di Roseto, dove vive abitualmente il piccolo volatile, sicuramente non ha influito positivamente. Ci sono poi i cinque anni di inerzia per la Riserva Borsacchio; addirittura di recente il sindaco Pavone ha rifiutato il patrocinio ad associazioni ambientaliste che intendono pulire quell’area protetta. Insomma: Pavone conferma di aver ampiamente meritato il titolo di Attila in materia ambientale». (f.ce.)