Bandiera blu, l’esultanza di tre Comuni

14 Maggio 2015

A Tortoreto, Pineto e Roseto è festa per la conferma del vessillo. Il Pd attacca la giunta di Martinsicuro

TERAMO. Bandiera blu sempre più rara. Esultano, dunque, i poco Comuni che l’hanno conservata. In primis Tortoreto, che l’ha conseguita per la diciannovesima volta. E’ l’unica città costiera abruzzese ad avere il maggior numero di riconoscimenti senza interruzioni. «E' la bandiera numero 19 che il nostro Comune ottiene grazie all'eccellenza delle acque di balneazione, all’efficienza della depurazione, alla raccolta differenziata, alle isole pedonali, alle piste ciclabili, agli spazi verdi, ai servizi in spiaggia, alle manifestazioni sull'ambiente e alla collaborazione di tutti. Non è solo un riconoscimento ma un impegno in un percorso all'insegna dell'ambiente e della sicurezza», dice l’assessore Arianna Del Sordo, che fa notare come quella blu si aggiunga alla Bandiera verde.

E’ festa anche a Pineto che conserva la Bandiera blu per il nono anno consecutivo. «È un ottimo risultato per la nostra città che testimonia ancora una volta che l'impegno a favore dell'ambiente alla fine paga», dichiara l'assessore all'ambiente Laura Traini, a Roma per la cerimonia ufficiale della consegna. «Per Pineto è un risultato importantissimo, che testimonia quanto possa essere importante l'impegno per l'ambiente a livello economico e turistico, poi la sinergia con l'Amp del Cerrano rappresenta un patrimonio a livello europeo», aggiunge il sindaco Robert Verrocchio.

Esulta anche Roseto, che riceve la Bandiera blu ininterrottamente dal 1999. «Aver ottenuto, ancora una volta, questo prestigioso e ambito risultato è la dimostrazione di come il duro lavoro paghi», dichiara, soddisfatto, il primo cittadino, Enio Pavone «anche questa estate, sul nostro lungomare, sventoleranno sia la Bandiera blu che quella verde, due importantissimi vessilli che testimoniano la qualità del nostro turismo e della nostra offerta». «Roseto è tra le 147 località turistiche insignite della Bandiera blu», gli fa eco l’assessore all’ambiente, Fabrizio Fornaciari, «che non è un semplice riconoscimento o una spilla da appuntarsi alla giacca, ma un marchio di qualità. Per noi la Bandiera blu 2015 rappresenta uno stimolo a migliorare e in particolare a dedicare maggiore attenzione ai fiumi che sfociano nel nostro mare. Contiamo inoltre di coinvolgere sempre di più i cittadini con l’obiettivo di confermare, anche per il futuro, la Bandiera blu e la Bandiera verde».

Diametralmente opposti i commenti per Martinsicuro dove anche questo anno, così come lo scorso, la bandiera blu non sventolerà. Il problema maggiore di questa bocciatura sembra essere lo stato delle acque del Vibrata, conseguenza pagata anche dalla spiaggia di Alba Adriatica, che ha portato lo scorso anno i sindaci dei due paesi ad emettere il divieto di balneazione a ridosso della foce del torrente . Inutile la richiesta del Comune di Martinsicuro che aveva fatto domanda per quattro zone, escludendo la foce del Vibrata. L’assenza del vessillo ha subito portato la critica delle minoranze. «Non poteva che essere così», si legge in una nota del Pd, «se guardiamo al nuovo piano spiaggia firmato Camaioni e alle decisioni prese dai nostri amministratori: nuove concessioni in aree a vegetazione spontanea, nessun servizio di salvaguardia della spiaggia libera, ancora nessun progetto per la pista ciclabile nonostante i finanziamenti stanziati, riapertura del lungomare, nessuna particolare tutela per la flora e la fauna presenti sul nostro territorio costiero. L'assenza della Bandiera Blu è una macchia indelebile nella gestione della politica ambientale di questa amministrazione. Sarebbe anche il caso che l'assessore al turismo Massimo Corsi anzichè continuare ad addossare le colpe sulle amministrazioni precedenti ammettesse ciò che è evidente agli occhi di tutti».

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