Bandini, chiesta l’assoluzione per i quattro imputati a Lucca

TERAMO. Non solo la beffa della prescrizione. Perché dopo 15 anni di inchieste, perizie, istanze, due richieste di archiviazione e altrettante riaperture di indagini, il processo in corso a Lucca per...
TERAMO. Non solo la beffa della prescrizione. Perché dopo 15 anni di inchieste, perizie, istanze, due richieste di archiviazione e altrettante riaperture di indagini, il processo in corso a Lucca per la morte del pilota teramano Stefano Bandini registra anche una richiesta di assoluzione fatta dalla Procura per i quattro imputati, tutti tecnici accusati a vario titolo di disastro aviatorio. L’udienza per la sentenza è in programma per il 9 marzo, esattamente 9 giorni prima della data del 18 che è il termine per la prescrizione. In questi anni solo la tenacia di familiari e avvocati ha sorretto la battaglia per chiedere giustizia per Bandini, il pilota teramano che nel 2005 era a bordo del Canadair della Protezione civile precipitato dopo aver urtato i fili dell'alta tensione mentre spegneva un incendio a Forte dei Marmi. Perché Bandini, giovane papà con la passione del volo, insignito della medaglia d'oro al valor civile alla memoria, quel 18 marzo del 2005 quando si rese conto di quello che stava succedendo evitò la strage: l'aereo su cui si trovava con l'altro pilota Claudio Rossetti (40enne di Siena) non precipitò su case e ospedale ma nel piazzale di un cantiere edile. La Procura di Lucca sostiene che l'aereo antincendio non doveva volare in condizioni di scarsa visibilità, senza collegamento radio a terra e che i piloti non fossero stati avvisati della presenza di cavi dell'alta tensione. Per anni i familiari hanno lottato contro le svariate richieste di archiviazione presentate dalla procura di Lucca fino ad ottenere la riapertura delle indagini dopo che il gip ha respinto la richiesta di archiviazione, accogliendo in toto la richiesta di opposizione. I familiari di Bandini (il padre e il fratello)sono rappresentati nel processo dagli avvocati teramani Gianluca Pomante e Michele Artese.(d.p.)
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