Bando per gli impianti ai Prati Due le cordate di imprese in gara

I termini fissati dalla Gran Sasso teramano scadono domani, finora non c’è alcuna offerta ma si sa che ci sono due consorzi interessati ad aggiudicarsi la gestione per i prossimi cinque anni
PIETRACAMELA. Prati di Tivo, ore decisive per il futuro degli impianti di risalita. Innanzitutto perchè scade domani il termine per la presentazione delle offerte nel bando per la gestione quinquennale degli impianti. Per il momento, informa l’amministratore unico della Gran Sasso teramano, Marco Bacchion, pare ci siano due consorzi interessati a partecipare alla gara, ma ancora non formalizzano alcuna offerta. Il termine di presentazione, comunque, è fissato per domani alle 12. I due consorzi interessati sono entrambi formati perlopiù da operatori turistici della zona. Il primo è presieduto da Erminio Di Lodovico, che attualmente ha in gestione gli impianti. Il secondo fa capo a Paolo Di Furia ed è quello – con alcuni cambi della guardia – che ebbe in gestione gli impianti per un’estate tre anni fa.
Rispetto ai bandi per periodi molto brevi che hanno caratterizzato il passato, questo è per cinque anni. «Prevede un canone di 150mila euro più Iva all'anno, più una percentuale a valere sugli incassi, al superamento di certe quote», spiega Bacchion, «il fatto che abbia una durata di cinque anni indubbiamente permette di fare una programmazione e anche un piano di investimenti. Ritengo che sia un termine equo: alcuni avrebbero preferito 10 anni, ma vista la situazione attuale della società e dei soci – in primis Camera di commercio e Provincia, enti in via di scioglimento o comunque di accorpamento – sarebbe stato troppo lungo».
Sul fatto che ci siano due cordate che probabilmente si contenderanno la gestione degli impianti, a meno di ripensamenti dell’ultim’ora, Bacchion è cauto: «Piuttosto che due cordate, sarebbe stato più logico averne una unitaria e più forte. Ma l'importante è che qualche concorrente ci sia». Bacchion osserva anche che non ci sono problemi con i tempi – negli anni precedenti le aggiudicazioni sono sempre avvenute sul filo di lana – in quanto «noi la manutenzione l’abbiamo fatta: chi si aggiudica il bando, prende ed entra».
In effetti l’attuale gestore sta procedendo anche a collaudare gli impianti, è appena stato fatto il “Pilone” e a breve si procederà con gli altri. Se poi non vincerà la gara, sarà l’altro consorzio ad avvantaggiarsene.
Sul fronte della situazione finanziaria della Gran Sasso teramano, la società è in dirittura di arrivo nel pagamento delle rate del debito all’Unicredit. Entro fine anno dovrebbe pagare l’ultima rata da 2,2 milioni. «Tutto dipende da quando la Regione li liquida alla Provincia che poi ce li gira», conclude Bacchion, «un milione e 100mila euro pare arriveranno a giorni, speriamo anche il resto si riesca ad avere entro fine anno. Una volta chiuso questo capitolo possiamo iniziare a ragionare sui progetti, sempre tenendo conto che le sorti del primo e secondo socio sono incerte. Il futuro non dipende da noi quanto dai soci».
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