Bando periferie, sparisce la scuola nel vecchio stadio

8 Giugno 2018

Brucchi: «Il commissario ha approvato il progetto esecutivo senza la variante» L’ex sindaco polemico con Pizzi: «Parla male dei teramani, è inaccettabile»

TERAMO. È stata pubblicata sull’albo pretorio del Comune l’approvazione dei progetti definitivi per il cosiddetto Bando delle periferie, una serie di interventi finanziati dal governo con 16 milioni di euro e destinati a riqualificare tre zone della città (vecchio stadio Comunale, stazione ferroviaria e case popolari di via Piave) e a creare tra esse un percorso ciclopedonale. L’ex sindaco Maurizio Brucchi tiene a intervenire sull’argomento per puntualizzare, innanzitutto, che l’atto del commissario straordinario Luigi Pizzi non rappresenta uno sblocco o un via libera dell’opera. «Il via libera», dice Brucchi, «è stato dato dalla mia giunta perché lo studio di fattibilità che ha vinto il bando è quello fatto insieme dal Comune, dall'Ater dell'ex amministratore Rampini e da Ferrovie dello Stato. Il commissario ha rispettato semplicemente la prima scadenza indicata dal ministero (che prevedeva appunto l’approvazione del progetto definitivo), altrimenti avremmo perso il finanziamento. Insomma, Pizzi ha dato solo seguito a quello che l'amministrazione aveva già messo in campo e vorrei vedere se così non fosse stato».
C’è, però, una differenza di non poco conto tra il progetto preliminare elaborato ai tempi di Brucchi e il definitivo approvato da Pizzi. L’ex sindaco: «Il preliminare conteneva anche il discorso progettuale della scuola al posto della tribuna dell'ex stadio. Bisognava concludere il percorso iniziato da me con la presidenza del consiglio, ma il commissario non ha presentato la necessaria perizia di variante. Così il progetto definitivo per il vecchio Comunale prevede il recupero della curva est, la trasformazione del campo in parco urbano e stop. Non ci sarà neanche l'abbattimento della tribuna. Di fatto, il progetto definitivo approvato dal commissario ha snaturato l'idea di creare un polo scolastico da 900 posti nel centro della città. E questo mi dispiace». Al prossimo sindaco Brucchi fa un appello: «Io chiedo ufficialmente a Giandonato Morra, perché sono certo che il sindaco sarà lui, di riprendere immediatamente i contatti con la presidenza del consiglio e vedere se siamo ancora nei tempi per presentare la variante».
Brucchi sottolinea poi la valenza delle altre opere previste nel Bando: «Ci sarà una pista ciclopedonale che dall’ex stadio, attraverso piazza del Carmine, passerà su ponte San Francesco, via Longo e via Fonte Regina, percorrerà viale Crispi e, rientrando da San Berardo, arriverà alle case popolari sopra via Po tramite un ponte. Le Ferrovie realizzeranno l’arretramento della stazione e nascerà una piazza con collegamento diretto tra viale Crispi e la Gammarana. Verranno infine recuperate tutte le casette di via Piave, toccherà all’Ater del nuovo amministratore Salini. La prossima scadenza per il Comune saràapprovare il progetto esecutivo».
Brucchi, infine, tiene a dire che non gli sono piaciute le dichiarazioni rese giorni fa dal commissario Pizzi al quotidiano “La Città”: «Sono rimasto molto male, un commissario non debba rilasciare certe dichiarazioni. Che poi vengano fatti confronti tra Teramo e Gioia Tauro, e vengano additati i teramani come non rispettosi delle regole, non lo accetto. Quanto al discorso del risanamento dei conti, facile ridurre l'anticipazione di cassa quando si tagliano del 50 per cento i servizi sociali come ha fatto lui, che peraltro da dicembre non paga ancora i gettoni di presenza ai consiglieri. Noi abbiamo provato a ridurla garantendo però gli stessi servizi, mai toccati in nove anni. Io la strada al commissario l'ho indicata, riuscire a riscuotere i crediti che il Comune vanta con Ruzzo, Regione e Governo. Ma, a quanto pare, non lo ha fatto».(d.v.)
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