Bar dell’ospedale, rientra in gioco la Pap

10 Marzo 2019

Il Tar annulla l’aggiudicazione alla Basilisco: la sua offerta considera parametri diversi da quelli indicati dalla Asl

TERAMO. Annullata l’assegnazione del bar dell’ospedale alla Basilisco srl. Una sentenza del Tar pubblicata lo scorso 7 marzo ha infatti disposto l’annullamento della delibera dell’ottobre scorso in cui la Asl confermava per Altri quattro anni (prolungabili a sei) all'azienda che ha sede a Teramo.
Il ricorso, presentato dalla impresa risultata seconda in una graduatoria di quattro imprese, cioè la Pap, verrà notificato nelle prossime ore alla Asl che dovrà scegliere se ricorrere o meno al Consiglio di Stato. La Pap, rappresentata dagli avvocati Roberto Colagrande e Gennaro Lettieri, ha impugnato gli atti della gara dal valore di 6 milioni di euro, stimato sulla base dei corrispettivi dei servizi oggetto di concessione. In sostanza – ha fatto rilevare la Pap – la Basilisco ha offerto una percentuale dei ricavi calcolandolo su un valore dell’affidamento di un milione 307mila euro, diverso da quello indicato nell’avviso pubblico che era di un milione. Tutto questo per giustificare costi di esercizio pari a 1. 289.644 euro (cioè il 30% in più del valore annuo della concessione indicato nel bando). La Basilisco ha giustificato l’utilizzo di una cifra diversa dicendo che ha fatto riferimento ai ricavi ottenuti nel 2017 dalla gestione del bar.
La difformità è stata evidenziata come anomalia e in sede di verifica – fatta secondo il ricorrente a dir poco frettolosamente – la Asl ha dato per buone le argomentazioni della Basilisco. Un’istruttoria lacunosa – sostiene la Pap – per non aver rilevato «che l’offerta prevede dei costi annui per l’impresa di molto superiori ai ricavi della concessione stimati dalla stessa Ausl di per sè emblematici di una gestione in perdita del servizio». Sono diverse le irregolarità citate nella sentenza, dall’insufficienza delle risorse per le spese di ristrutturazione al costo del personale. Secondo i giudici del Tar «la Asl non ha verificato la sostenibilità dell’offerta aggiudicataria ma si è limitata a considerare attendibili i dati allegati a chiarimento della controinteressata». E comunque «il valore dei ricavi considerato dall’aggiudicataria modifica le condizioni di gara» e, peraltro, altera la par condicio fra i concorrenti. Per ora dunque è fuori gioco l’offerta della Basilisco che consiste in un canone annuo di 276mila euro, per un rialzo del 38% sul canone posto a base d’asta e un aggio del 17% (che equivale un’entrata per la Asl di 222 mila euro annui in più).
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