Baroni: non ho inquinato io quell’area

15 Febbraio 2018

ROSETO. «Non sono stato io ad inquinare la zona dove avevo la concessione vicino al fiume Vomano e, di conseguenza, non spetta a me bonificarla». Giovanni Baroni, l’ex gestore della concessione a...

ROSETO. «Non sono stato io ad inquinare la zona dove avevo la concessione vicino al fiume Vomano e, di conseguenza, non spetta a me bonificarla». Giovanni Baroni, l’ex gestore della concessione a ridosso del fiume Vomano, dove fino a poco tempo fa c’era un capannone nel quale costruiva imbarcazioni, risponde così alle dichiarazioni del sindaco Sabatino Di Girolamo e del presidente del circolo nautico “Vallonchini”, Fabrizio De Gregoriis, in merito alla bonifica per inquinamento dell’area ex-Baroni.
Nella zona in questione, secondo le analisi dell’Arta, ci sono tracce di triclorometano e antimonio, altamente inquinanti. Secondo Baroni questi elementi, oltre che nella sua ex-zona, sono stati ritrovati anche nelle aree limitrofe. «Io facevo barche in vetro-resina», dice Baroni, «elemento che non contiene triclorometano e antimonio. Ci sono state tre alluvioni nella zona che hanno portato materiale di ogni tipo, oltre a uno scarico di acque nere in prossimità. I due elementi chimici, triclorometano e antimonio si possono trovare nelle feci umane».
Baroni ha avuto in concessione l’area dal 1968 al 1992, producendo molte barche e dando lavoro a tanti rosetani, zona poi espropriata. «Tutte le barche che ho costruito», precisa Baroni, «hanno l’omologazione ‘Rina’, sia del primo manufatto, quando si comincia la lavorazione, sia l’ultima fase della produzione. In più ho presentato alla Provincia e al Comune di Roseto tutta la documentazione in due lettere, nelle quali ho dichiarato anche che nella zona sono presenti ben 600 metri cubi di discarica di inerti delle vecchie fornaci, che mai nessuno ad oggi ha inteso bonificare». Secondo Baroni, quindi, la bonifica spetterebbe al Comune di Roseto. (l.v.)