Barriere in mare, l’opera rischia lo stop

12 Novembre 2021

La ditta ha difficoltà nel trasporto dei materiali, la Regione minaccia di rescindere il contratto e fare un altro appalto

SILVI. I prezzi dei trasporti e delle materie prime balzano alle stelle e rischiano di compromettere l’ultimazione del progetto di apposizione delle barriere anti-erosione a Silvi. Secondo indiscrezioni circolate negli uffici tecnici regionali che si sono occupati di appaltare l’opera, la ditta esecutrice avrebbe difficoltà nel trasportare il materiale, costituito da enormi massi di pietra, a causa dell’impennata dei costi. Il rischio è lo slittamento della sistemazione a mare delle barriere soffolte nella parte mancante entro il termine previsto del 30 dicembre. L’aut aut alla ditta sarebbe arrivato giorni fa secondo le seguenti condizioni: o si conclude l’opera o si va verso la rescissione del contratto d’appalto, al fine di stipularne uno nuovo prima della fine dell’anno.
Giorni fa, dopo le ultime mareggiate che hanno distrutto i confini di alcuni lidi di fronte al parco Peter Pan, c’è stato un sopralluogo da parte del dirigente Luca Iagnemma del dipartimento opere marittime della Regione e di alcuni tecnici. Il Comune sulla questione, pur non avendo nessuna possibilità di intervenire, aveva tempo fa evidenziato come la mancanza di barriere avesse portato il mare ad avanzare nei punti più deboli, ossia nella parte di costa compresa tra il villaggio del Fanciullo e il circolo nautico e in prossimità della foce del Piomba.
Nella zona sud, dove sono state già posizionate le barriere soffolte e i pennelli, le cose sono andate meglio. Nei lidi Cala Nettuno e Nino, ad esempio, nonostante le forti mareggiate, l’acqua non ha invaso come gli altri anni i manufatti e lateralmente sono rimasti ampi spazi di spiaggia. Invece nei lidi di fronte al parco giochi Peter Pan la forza del mare ha distrutto la settimana scorsa tutta la pavimentazione e le recinzioni.
Sull’ipotesi di un possibile blocco dei lavori è intervenuto Enrico Di Francesco, titolare di uno chalet, che ha detto: «La ditta doveva consegnare l’opera di protezione entro dicembre ma avrebbero dovuto iniziare già da metà settembre, ora siamo a novembre ed è tutto fermo. Se entro marzo-aprile non viene messo tutto in sicurezza chiuderemo definitivamente. La Regione ha fatto due lettere intimando alla ditta di ripartire entro cinque giorni, senza esito. Ora spero che la questione si possa risolvere senza rifare un altro bando, altrimenti i tempi slitteranno».
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