Basilico: «L’ospedale di Atri sta perdendo reparti e servizi»

ATRI. Parte dell’opposizione di Atri denuncia come l’ospedale San Liberatore, di nuovo destinato ad ospitare pazienti Covid, si stia svuotando sempre più dei propri reparti che vengono peraltro...
ATRI. Parte dell’opposizione di Atri denuncia come l’ospedale San Liberatore, di nuovo destinato ad ospitare pazienti Covid, si stia svuotando sempre più dei propri reparti che vengono peraltro trasferiti. In una nota la direzione locale di Abruzzo Civico, gruppo rappresentato in consiglio dall’ex sindaco Paolo Basilico, rende noto: «Dal 5 novembre le unità operative presenti presso il nostro nosocomio sono state così modificate: l'attività operatoria di chirurgia, ortopedia e traumatologia sarà svolta presso i rispettivi reparti del presidio di Sant’Omero, l’attività operatoria di oculistica e urologia andranno presso l’ospedale “Mazzini” di Teramo. A questo si aggiungono: la chiusura del reparto di medicina ed il trasferimento dei suoi pazienti in altri presidi, la chiusura di lungodegenza e il trasferimento del centro di salute mentale presso il palazzo ex pretura di proprietà del Comune».
La nota assume inevitabilmente un risvolto e un attacco politico verso il primo cittadino Piergiorgio Ferretti. «Caro sindaco», scrive Abruzzo Civico, «se avesse avuto l’educazione, ma soprattutto il rispetto in tutti questi mesi verso chi, anche nella sua veste istituzionale, ha suggerito e proposto soluzioni alternative che lei ha rubricato come “un gufare sulle disgrazie della città”, se fosse meno accecato da un livore annoso, lo stesso che anima la sua maggioranza, se fosse meno condizionato dalle pressanti e ripetute rivendicazioni di ruoli che ciclicamente la tengono impegnato, e avesse davvero alto il senso delle istituzioni, il rispetto dei cittadini che non l’hanno votata ma che parlano attraverso i consiglieri comunali di minoranza, forse avrebbe avuto forza e autorevolezza per imporre scelte diverse, non ultima quella di dedicare una struttura totalmente esterna all’ospedale da adibire a Covid. Questo avrebbe consentito», continua il gruppo di minoranza, «il mantenimento di tutti i reparti e delle diverse attività ambulatoriali, e non staremmo, oggi, nuovamente a fare i conti con una sottrazione del diritto alla salute». L’opposizione infine grida: «Sindaco Ferretti, alla luce di tutto questo e considerata la totale incapacità nel gestire da primo cittadino una cosa più grande di lei, se è vero che vuole bene alla città di Atri, abbia il coraggio di rimettere il suo mandato e si dimetta».
Il consigliere di Abruzzo Civico Paolo Basilico giorni fa aveva evidenziato: «Dopo un periodo estivo vissuto con contagi pari allo zero, ecco che con l’autunno il virus si è risvegliato e tra le province della Regione, la più colpita è quella del Teramano. Ed ecco che il San Liberatore spunta nuovamente, come possibile ospedale Covid». Basilico aggiunge e conclude: «La Asl di Teramo a margine di un recente incontro ad Atri dichiarava: “il San Liberatore di Atri garantirà tutte le prestazioni e tutti i reparti presenti resteranno operativi...”, poi l’unità di crisi della Asl di Teramo il 2 novembre decide che il nostro presidio, unitamente all’ospedale di Giulianova, torni nuovamente ospedale Covid. Belle le parole di rassicurazione del sindaco e della direzione generale della Asl, che viste le decisioni prese sono letteralmente una presa in giro».
Domenico Forcella
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