«Basta fazioni, Alba ritrovi l’unità o muore»

Colonnelli attacca l’amministrazione Piccioni: ha favorito i contrasti sull’organizzazione degli eventi
ALBA ADRIATICA. «Basta con fazioni e discordia sugli eventi: Alba Adriatica deve ritrovare l'unità e progettare il futuro, altrimenti muore». L'appello viene dal consigliere comunale di opposizione Nicolino Colonnelli, nel bel mezzo della nuova guerra provocata dal tema degli eventi estivi. Il messaggio di Colonnelli, diretto alla città e alle sue associazioni e realtà sociali, è però tutt'altro che distensivo nei confronti dell'amministrazione del sindaco Tonia Piccioni. Prima dell'appello vero e proprio, infatti, il capogruppo di opposizione commenta la questione delle due diverse offerte giunte in Comune per l'organizzazione dell'AlbaJazz: «La proposta di Albamici mette in grossa difficoltà l'amministrazione comunale, perché questa farà fatica a giustificare un'eventuale scelta diversa sul festival, vista la posizione presa negli ultimi anni sull'abbattimento dei costi».
Quindi l'attacco, rispondendo al comunicato dell'amministrazione con cui si elogiava la nascita della concorrenza sull'organizzazione degli eventi: «La concorrenza sulle manifestazioni, con le divisioni che produce e che acuisce, viene ricercata solo da un'amministrazione che non ha progetti: chi si presenta davanti ai cittadini alle elezioni deve avere un'idea di cosa è necessario per lo sviluppo della città e indirizzare, non lasciare questo compito ad altri e poi scegliere, come accade, solo in base al risparmio». Da qui il tema della discordia cittadina: «Quest'amministrazione ha quindi fallito e non c'è più niente che possa fare per recuperare. Invece di tentare di risolvere con la politica i problemi alla base della profonda spaccatura che nel 2013 ha portato a sette liste in campo, si è gettata a capofitto nel clamore di tormentoni evitabili, come quelli primaverili "sagra sì, sagra no" e "carnevale sì, carnevale no". Questo mentre la città sta morendo e dovrebbe innanzitutto pensare a ricostruirsi la sua immagine, lacerata com'è dalla crisi, dai problemi del territorio e anche dalle divisioni. Io, sinceramente, da cittadino mi sento preso in giro. E' tempo di voltare pagina e alzare l'asticella del dibattito pubblico per dedicarci a progettare il futuro della città».
Luca Tomassoni
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