«Bastano il Mazzini e Pescara per i ricoveri»

23 Ottobre 2020

Riunione del comitato ristretto dei sindaci con la Asl: la provincia non può avere un altro presidio Covid

TERAMO. Una programmazione della rete emergenziale che ruoti attorno all’ospedale Covid di Pescara e che garantisca ai presìdi territoriali di poter effettuare tutte le altre prestazioni sanitarie nel rispetto del diritto alla salute dei cittadini.
È quanto è tornato a chiedere ieri pomeriggio, anche alla luce del costante aumento dei contagi, il comitato ristretto dei sindaci che si è riunito nuovamente a distanza di una settimana per fare il punto della situazione, sollevando anche la necessità di velocizzare i lavori per la realizzazione dei nuovi posti letti di terapia intensiva e sub intensiva. Alla seduta, anche questa volta, hanno partecipato i tecnici della Asl, in un dialogo costante con i sindaci. «La riunione», riferisce il sindaco Gianguido D’Alberto, «ha rappresentato una prosecuzione di quella della scorsa settimana. Come sindaci abbiamo ribadito la necessità di una programmazione certa della rete Covid, con l’ospedale Covid di Pescara che deve necessariamente diventare il punto di riferimento regionale». Questo anche per evitare alle Asl territoriali di essere costrette, in caso di un peggioramento della situazione, a individuare altri ospedali da adibire alla gestione dei casi che necessitano il ricovero. «In provincia abbiamo già la struttura Covid del Mazzini e quella di bivio Bellocchio», ricorda D’Alberto, «fermo restando la necessità di uscire da logiche territoriali c’è la necessità di garantire anche tutte le altre prestazioni. È chiaro che se dovessimo essere costretti a individuare ulteriori strutture Covid vuol dire che ci troveremmo in una situazione tale che le altre prestazioni sarebbero sospese in tutti gli ospedali».
Un’eventualità da scongiurare a ogni costo. Da qui la richiesta di velocizzare i lavori per i nuovi posti letto della rete Covid, di dare all'ospedale Covid di Pescara un ruolo regionale e di accelerare sui tamponi rapidi antigenici per le scuole (5mila quelli di cui la Asl ha disposto l’acquisto).
Ieri, intanto, con una nota Fratelli D’Italia Atri insieme al coordinamento provinciale è intervenuto sull’eventuale individuazione di altre strutture Covid, dicendosi certo «che il comitato ristretto della Asl, cui è stato demandato il compito di approfondire la questione, baserà le sue valutazioni non sulla maggiore o minore empatia degli operatori sanitari ma sulle reali e numericamente misurabili risposte che i singoli presìdi danno alla domanda di servizi sanitari sul territorio». (a.m.)