Bastoni in trasferta, assolti 31 tifosi della Sant
Per l’accusa erano diretti a Luco dove c’è una tifoseria rivale. La difesa: «No, andavano a Tortoreto»
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Erano stati prima denunciati e successivamente “daspati” perchè accusati di essersi diretti ad una partita con dei bastoni trovati nei minibus su cui viaggiavano: 31 tifosi della Santegidiese ieri sono stati assolti al termine del processo che si è svolto davanti al giudice onorario di tribunale Massimo Biscardi con il rito abbreviato. Per tre di loro (Vittoriano Talvacchia, Guido Marozzi e Gino Fanini) era scattata anche l’accusa di aver violato un precedente Daspo. Le assoluzioni sono state pronunciate perché il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto. I fatti risalgono al 19 novembre del 2017 e secondo l’accusa della Procura i tifosi giallorossi quel giorno si apprestavano ad andare alla partita in programma a Luco dei Marsi con dei bastoni trovati sui mezzi che vennero fermati da carabinieri a Sant’Omero. A Luco dei Marsi, la cui tifoseria è rivale di quella santegidiese, era in programma a porte chiuse la partita con il Pucetta.
Nel corso dell’istruttoria gli avvocati difensori (per gran parte dei tifosi Nello Di Sabatino, Tonino Cellini, Odette Frattarelli, Berardo Rasicci) hanno dimostrato come quel giorno i tifosi non fossero diretti a Luco dei Marsi ma a Tortoreto dove era in programma un incontro tra varie tifoserie italiane per organizzare una raccolta fondi da destinare ai familiari Massimiliano Fanesi, il 44enne tifoso della Samb rimasto gravemente ferito durante la partita Vicenza- Samb del 5 novembre dello stesso anno.
Nessuno dei sostenitori giallorossi, dunque, quel giorno era diretto a Luco dei Marsi. Per quanto riguarda i bastoni trovati nel vano portabagagli dei minibus, i legali hanno dimostrato come quei mezzi fossero stati presi a noleggio da una ditta ascolana i cui responsabili poche ore prima di consegnarli ai santegidiesi li avevano ripresi da altre tifoserie che li avevano noleggiati per delle trasferte. E, a questo proposito, nel corso della sua requisitoria l’avvocato Di Sabatino ha più volte evidenziato recenti pronunciamenti della Cassazione, anche a sezioni unite, che hanno ribadito come, in casi di questo genere, sia impossibile dimostrare la responsabilità penale senza aver prima accertato la proprietà del materiale.(d.p.)
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