Battaglia infinita, il Comune conferma il sit-in al Lotto zero
TERAMO. Scongiurata la chiusura del Traforo, ma non si sa fino a che punto. Le reazioni di imprenditori e amministratori teramani sono caute, tanto che lo stesso Comune allo stato dei fatti non ha...
TERAMO. Scongiurata la chiusura del Traforo, ma non si sa fino a che punto. Le reazioni di imprenditori e amministratori teramani sono caute, tanto che lo stesso Comune allo stato dei fatti non ha disdetto il sit in indetto per venerdì mattina alla rotonda della Gammarana del Lotto zero.
Non a caso il presidente dell’Api Alfonso Marcozzi, conferma la partecipazione della propria associazione. Che ringrazia «chi ha “messo a nudo” la situazione del sistema Gran Sasso». E quindi grazie alla magistratura e ad Austrade dei parchi: «Grazie perché finalmente un territorio ha preso coscienza del reale problema; presa di coscienza che da anni apparteneva solo a qualche associazione che si è prodigata a tenere alta l’attenzione sul problema vista la totale assenza, nella sostanza, non nelle chiacchiere, della classe politica e dirigenziale deisoggetti facenti parte dell’importante problema (Regione, istituzioni locali, Ruzzo, Ifn, Adp). La parola chiave era ed è il sistema Gran Sasso, un sistema complesso, molto studiato ma poco conosciuto, poco coordinato o assolutamente scoordinato».
Il rettore dell’università di Teramo, Dino Mastrocola, ha voluto sottolineare l’importanza del Traforo, per il personale dell’ateneo e soprattutto per gli studenti provenienti dalle aree interne dell’Abruzzo e dalle regioni del versante tirrenico. Un’eventuale chiusura avrebbe ripercussioni sulle immatricolazioni e nei collegamenti con il polo didattico di Avezzano.
Sull’aspetto dei danni all’economia provinciale e alle imprese, citato anche dal rettore, si sofferma anche Gloriano Lanciotti, presidente della Camera di commercio che parla a nome di tutto il consiglio.
Sull’argomento si è soffermato anche Dino Pepe, consigliere regionale del Pd, nel suo intervento in consiglio regionale: ha chiesto che il governo stanzi i 172 milioni per gli interventi e che il presidente Marsilio si faccia garante, come commissario, dei lavori da realizzare. Si tratta dei fondi, sostiene Pepe, basilari «per attuare gli interventi indicati, quali basilari per la completa messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso e del sistema di captazione delle acque potabili, dalla Commissione Tecnica, e contenuti nella delibera della giunta regionale del 25 gennaio presieduta da Giovanni Lolli. I contenuti di questo documento individuano chiaramente quali compiti e su quali direttrici i soggetti interessati devono muoversi, ciascuno per le proprie competenze; ognuno secondo le proprie responsabilità. Il lavoro da svolgere è comune».
In consiglio regionale il consigliere 5 stelle Marco Cipolletti ha detto che è impellente «fornire nella immediatezza le dovute informazioni alle comunità interessate della provincia di Teramo e della provincia dell’Aquila, nonché di fornire indicazioni certe in ordine alle attività da porre in essere in forma preventiva, per scongiurare ogni e qualsiasi pericolo derivante da forme di inquinamento, peggiorativo dell’equilibrio igienico o di contaminazione del bacino acquifero del Gran Sasso».

