Battaglia sul debito con il Cirsu da un milione e 300mila euro

18 Luglio 2019

Secondo il sindaco non va riconosciuto perché la relativa sentenza non è stata notificata al Comune Dall’opposizione Pavone sostiene il contrario: «Entro luglio il consiglio deve votare il pagamento»

ROSETO. Permangono i dubbi, da parte del sindaco Sabatino Di Girolamo, sul riconoscimento del debito fuori bilancio di un milione 300mila euro, oltre agli interessi, nei confronti del Cirsu, il consorzio intercomunale dei rifiuti dichiarato fallito il 10 settembre 2015.
La controversia iniziò nel 2009, quando il Comune rosetano, assieme a quello di Giulianova, diede parere contrario a degli aumenti retroattivi sullo smaltimento dei rifiuti, poiché i consigli comunali avevano già approvato i propri bilanci. A tal riguardo, l’allora amministrazione Di Bonaventura invitò ad esprimersi sulla questione consiglieri ed assessori, che espressero parere contrario. Da allora ci si divise fra chi riteneva ingiusto e chi opportuno saldare il debito contratto.
Nello scorso consiglio comunale il primo cittadino rosetano, incalzato dal consigliere d’opposizione Enio Pavone, ha precisato «che non è mai pervenuta la notifica della sentenza in forma esecutiva, e dunque ho espresso dubbi sulla necessità di riconoscere questo debito alla luce del fatto, appunto, che il creditore non si è mai attivato per chiederlo. Saranno poi i tecnici, che stanno approfondendo la questione, a stabilire se questo debito va o non va riconosciuto. Nel caso dovesse essere riconosciuto, alla luce dell’articolo 194 del Tuel, potrebbe essere anche rateizzato e pagato in tre anni. Noi abbiamo, a differenza della precedente amministrazione, un fondo contenzioso con cui fronteggiare eventualmente il debito. Non abbiamo quindi nessuna preoccupazione».
Mentre per Di Girolamo, dunque, ci sono ancora dei dubbi, non è così per il consigliere d’opposizione, ed ex-sindaco, Enio Pavone, che durante la sua amministrazione cercò di trovare una transazione, ma non trovò l’accordo: il Cirsu chiedeva 800mila euro, come fece anche per il Comune di Giulianova, ma il Comune di Roseto ne offrì 600. «Entro il 31 luglio il debito nei confronti del Cirsu dovrebbe essere portato in consiglio comunale per il riconoscimento», dice Pavone, «durante il consiglio comunale di lunedì ho chiamato in causa tutti, dirigente, segretario, e anche il consigliere di maggioranza Massimo Felicioni, esperto in materia, che alla mia quarta chiamata in causa mi ha detto che avevo ragione». Anche nella campagna elettorale del 2011 Pavone affermava che questo debito andava riconosciuto. «Io non ho cambiato mai idea su questo», continua Pavone, «e sono sempre più convinto che questo debito va saldato. Il sindaco Di Girolamo dice che non è arrivata la notifica della sentenza, ma questo non c’entra nulla. Spero che i tecnici confermino la mia versione».
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