«Battuta di caccia abusiva nell’area dei calanchi di Atri»

ATRI. Una battuta di caccia al cinghiale in un luogo vietato. È la denuncia del Wwf Abruzzo su quanto avvenuto il 19 settembre scorso nella zona dei calanchi di Atri, area definita Sito di interesse...
ATRI. Una battuta di caccia al cinghiale in un luogo vietato. È la denuncia del Wwf Abruzzo su quanto avvenuto il 19 settembre scorso nella zona dei calanchi di Atri, area definita Sito di interesse comunitario (Sic). la battuta di cacia sarebe avvenuta in violazione del regolamento regionale “Organizzazione delle attività di controllo delle popolazioni di cinghiale” che vieta l’attività venatoria, anche nell’ambito del controllo sula popolazione dei cinghiali, sia nelle aree protette che nei siti Natura 2000 tra i quali – rifersice il Wwf – rientra anche il Sic “Calanchi di Atri”. dove i cacciatori sarebbero entrati senza autorizzazione. «Il fatto è di una gravità assoluta», dichiara Luciano Di Tizio, delegato del Wwf Abruzzo, «in quanto lascia presupporre che non vi sia alcun controllo degli enti e degli uffici preposti alla vigilanza, mostrando tutte le lacune del piano di controllo» Il Wwf ha contestato il regolamento regionale fin dalla sua approvazione perché «non è certo con i cacciatori, veri responsabili dell’introduzione massiccia di cinghiali nei nostri territori, che si potrà risolvere il problema dei danni alle colture». Ma in ogni caso, sostine ancora l’associazione ambientalista che parla di «anarchia venatoria», anche volendo applicare questo regolamento c’è bisogno di controlli durante le battute di caccia. E non è solo un problema faunistico, ma anche di sicurezza per le persone. «I residenti della zona ci hanno chiamato, lamentando comportamenti molto pericolosi», aggiunge Adriano De Ascentiis, direttore dell’Oasi Wwf e Riserva naturale dei Calanchi di Atri. «Cacciatori con fuoristrada e fucili si sono intrufolati su terreni privati addirittura anche nelle ore notturne, sparando a pochi metri dalle abitazioni senza preoccuparsi di segnalare la loro attività».

