Bcc Roma: perché non abbiamo preso Banca di Teramo

Il dg Pastore: «Castiglione ha fatto un’offerta pari alla nostra ed è sempre meglio la fusione con un istituto limitrofo»
TERAMO. La mancata fusione della Banca di Teramo di credito cooperativo con la Bcc di Roma sembra aver lasciato l’amaro in bocca ai vertici dell’istituto di viale Crucioli, che non possono ovviamente dire no alla sopraggiunta fusione con la Bcc di Castiglione e Pianella ma hanno fatto capire attraverso le parole di Paolo Tancredi, figlio del fondatore, che l’offerta di Roma era la migliore ma poi si è adeguata a quella di Castiglione, spianandole la strada. Ebbene: la versione dei romani sulla vicenda è esattamente opposta, come si evince dalle parole del direttore generale di Bcc Roma Mauro Pastore.
Perché l’operazione Teramo non si è più fatta? Sembrava certa, si erano sbilanciati un po’ tutti.
Veramente si sono sbilanciati più i giornali, i politici e i comitati che le banche. Noi, ogni volta che abbiamo fatto un’operazione di fusione con chi non poteva stare più da solo, abbiamo anche visto se c’erano banche limitrofe disponibili. Ed è andata così per Teramo. Mentre dialogavamo è venuta fuori una Bcc che faceva un’offerta con quelle caratteristiche e va benissimo così, la territorialità è la cosa migliore.
Ha influito in qualche modo l’intervento del governatore D’Alfonso e di altri politici a favore di una soluzione territoriale?
Assolutamente no, noi guardiamo i numeri della banca. Se poi ha influito su altri, non so.
Ci risulta che la “due diligence” sui conti di Teramo fosse quasi completata. Ci può dire come sta la Bcc di Teramo?
La “due diligence” non era stata completata e come sta Bcc Teramo deve dirlo Bankitalia.
Dal suo osservatorio: la crisi in Abruzzo morde più che altrove?
No, Ma purtroppo in una certa parte dell’Abruzzo un evento catastrofico si è sommato alla crisi. Di sicuro, in questo momento, le imprese devono capire che c’è sempre più bisogno di fare rete.
Si riferisce anche alle Bcc locali, e alla necessità che si fondano?
No. Nel nostro mondo questo sistema di rete c’è grazie alla riforma. Anche le più piccole si possono mantenere autonome perché ora hanno un’adeguata protezione.(d.v.)
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