Beffa per una parte dei lavoratori Covid

4 Settembre 2022

Erano in prima linea ma non hanno maturato i requisiti per essere stabilizzati. La Uil: è inaccettabile

TERAMO. La recente stabilizzazione dei cosiddetti precari Covid nelle Asl abruzzesi non lascia solo sorrisi dietro di sé. Ci sono lavoratori che si sentono beffati perché, pur avendo fatto quanto e in alcuni casi anche più dei colleghi stabilizzati, hanno la porta sbarrata dalle norme nazionali. È il caso di A.C., un’operatrice socio-sanitaria della Asl teramana, che scrive al Centro: «Sono stata contattata nel marzo 2020 per lavorare ad Atri, presidio Covid durante il primo lockdown. All’inizio della pandemia il personale che era stato reclutato era solo interinale, tramite Etjca spa, poiché l’avviso arrivò a ottobre 2020 e a novembre ci furono le prime assunzioni. Con esclusione del personale impiegato nei reparti di Malattie infettive e Pneumologia Covid, i lavoratori Oss impiegati nei restanti reparti non hanno vissuto il Covid, non l’hanno combattuto mai, non si sono neanche mai bardati poiché assunti in reparti puliti ma con un contratto di emergenza Covid. Gli stessi lavoratori che in virtù di questo contratto e delle numerose proroghe hanno maturato i requisiti a giugno 2022 e possono essere stabilizzati. Viene stabilizzato chi il Covid non l’ha fatto. Di contro io, e non sono la sola, sono stata impiegata dalla prima fase dell’emergenza, quella più critica e sacrificata, ero in Medicina Covid ad Atri, una guerra davvero, per poi lavorare anche durante la seconda ondata, finché non sono stata chiamata con l’avviso e con continuità lavorativa. Purtroppo a giugno 2022 non avevo i 18 mesi con questa Asl, ma ne avevo 26 se si considera l’agenzia. Quindi per me niente stabilizzazione. Ho mandato mail a tutti, la risposta è stata un grazie e un calcio nel di dietro per il lavoro fatto. Potevano aiutarci, prorogando i requisiti da giugno a dicembre 2022, ma non lo fanno».
Sull’argomento il segretario regionale della Uil funzione pubblica Alfiero Di Giammartino ha detto: «C’è una grossa discriminazione verso questi lavoratori, vorrei proprio conoscere chi a livello governativo scrive le norme e crea questi squilibri inaccettabili».(red.te)
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