Bellante, l’università alleva 40 asini di Martinafranca
BELLANTE. Sono circa 40 gli esemplari di asino di Martinafranca, tra adulti e "putracchi", presenti nel fondo rustico a Chiareto di Bellante, dove opera la facoltà di Medicina Veterinaria, guidata e...
BELLANTE. Sono circa 40 gli esemplari di asino di Martinafranca, tra adulti e "putracchi", presenti nel fondo rustico a Chiareto di Bellante, dove opera la facoltà di Medicina Veterinaria, guidata e diretta dal docente Augusto Carluccio, proseguendo un progetto che da anni mira alla salvaguardia della razza Martese grazie alla collaborazione tra l'università di Teramo e la Regione Puglia.
Nella tenuta afferente all'atene, gli studenti sono coinvolti in attività che spaziano dai servizi di riproduzione assistita degli animali domestici all'assistenza al parto e al servizio di neonatologia equina, da programmi di embryo-transfer alla diagnostica clinica riproduttiva. «Un servizio che negli ultimi anni, durante le cosiddette "emergenze straordinarie" legate ai crolli di strutture zootecniche in seguito alle copiose nevicate dell'inverno scorso e al sisma», aggiungono dall'università, «è risultato particolarmente utile per i numerosi allevatori che hanno usufruito di un'assistenza di qualità fin dalle primissime ore dell'emergenza». Nell'ambito di progetti multirazza, all'università di Teramo operano anche riproduttori di altre razze, che spaziano dai Caitpr (il cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido) ai Murgesi, passando per gli asini dell'Asinara e gli Haflingfer.

