Bellante, sfida tra Melchiorre e Salvatori

Elezioni comunali: l’ex assessore guiderà il centrodestra, in preparazione anche una lista di sinistra
BELLANTE. A Bellante fervono i preparativi per la campagna elettorale ai nastri di partenza e al momento sembra che siano tre le liste che potrebbero essere presentate tra qualche giorno.
Certa è la ricandidatura dell'attuale sindaco Giovanni Melchiorre, alla guida della civica (con forte presenza del Pd) "Bellante futura". «Ripartiremo dall'esperienza fatta in questi cinque anni, con un programma composto di pochi punti che servirà a dare risposte concrete alle esigenze riscontrate sul territorio», dice il primo cittadino, «la lista sarà composta da molte figure già presenti nell'attuale squadra, altri saranno sostituiti da candidati provenienti dalla società civile, attivi nell'associazionismo o, comunque, in settori a diretto contatto con la cittadinanza».
Una seconda lista è in preparazione da parte dell'area di sinistra, che probabilmente concorrerà di nuovo sotto il nome di "Bellante bene comune". «Stiamo ultimando la scelta dei candidati consiglieri, per creare una lista di qualità, competitiva, che possa assicurare una svolta», dice Ennio Chiavetta, attuale consigliere d'opposizione e componente del gruppo ristretto che si sta occupando della formazione della lista. «Quasi sicuramente avremo una candidatura al femminile per la figura del sindaco», aggiunge, «la nostra sarà una lista di sinistra, ma ovviamente aperta a contributi civici di persone con sensibilità affini, rappresentativa di ciò per cui abbiamo lottato finora».
Per quanto concerne la terza lista, appoggiata dai vertici provinciali dei partiti di centrodestra, c'è un comitato elettorale al lavoro da fine maggio per creare un'alternativa all'attuale amministrazione guidata dal sindaco Melchiorre. Non è ancora stato designato ufficialmente chi sarà il candidato al ruolo di primo cittadino ma sembra certo che si tratterà di Roberto Salvatori, che nel 2016 si era candidato a sostegno di Melchiorre, era stato eletto e poi nominato assessore. Poi, all’inizio del 2019, si era visto revocare dal sindaco le deleghe a bilancio e tributi, opere pubbliche, ambiente e tutela del territorio perché aveva deciso di candidarsi a consigliere provinciale con la lista “La Forza del Territorio”, espressione di partiti del centrodestra come la Lega e Fratelli d’Italia, e per questo era stato espulso dal Pd.
Chiara Di Giovannantonio
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