Bellante si candida per il nuovo ospedale

23 Aprile 2017

Il sindaco Melchiorre: «La Asl ha indicato il nostro territorio quale zona migliore». Già individuata l’area più idonea

BELLANTE. «C’è chi pretende, per mere motivazioni campanilistiche, di avere l’ospedale unico provinciale sul proprio territorio e di conservare presidi che disperdono inutilmente risorse senza offrire risposte agli utenti». Ad inserirsi nell’acceso dibattito per il nuovo ospedale da realizzare in provincia di Teramo è il sindaco di Bellante Giovanni Melchiorre, che sottolinea come il riordino del sistema sanitario imponga una forte concentrazione delle strutture per acuti. «Servono caratteristiche strutturali adeguate, stringenti parametri di sicurezza, anzitutto antisismica, e un numero di prestazioni che oggi nessun ospedale nel Teramano è in grado di assicurare», afferma. «Un'esigenza espressa dall’assessore regionale Silvio Paolucci, in attesa che la classe politica provinciale si metta d’accordo sul dove collocare la nuova struttura, senza considerare che tutti i siti individuati lungo la valle del Tordino distano tra loro non più di 4 minuti».

Quanto ai criteri per l’individuazione del luogo più adatto, Melchiorre sottolinea che nella discussione bisognerà tener conto dell’interesse dell’intero territorio provinciale, non del singolo comune o del capoluogo. «Vero è che i presidi esistenti non devono diventare strutture in disuso e degradate», ha aggiunto il sindaco, «e mi sembra che le intenzioni espresse dalla Regione a tal fine siano rassicuranti, nel senso di trasformare tali strutture in centri sanitari specialistici di eccellenza». Su un altro punto, che chiama direttamente in causa il territorio bellantese quale possibile sito in cui potrebbe essere ospitato il nuovo ospedale unico, Melchiorre rimane cauto. «Ho visto che il direttore generale della Asl ha indicato Bellante Stazione quale area migliore per la realizzazione dell’ospedale», ha spiegato il sindaco. L’area si trova fra l’abitato di Bellante stazione e il Tordino a monte dello svincolo della Teramo- mare. «Negli ultimi tempi», continua Melchiorre, «ho ricevuto molte manifestazioni di interesse per quell’area, che si trova in prossimità dell’uscita dalla Teramo-Mare e della stazione ferroviaria, ed è dotata di una buona sicurezza sismica». Melchiorre auspica che la scelta finale passi attraverso un’analisi più tecnica che politica, magari attraverso un’apposita commissione, che guardi all'economicità e alla completezza dell’intervento affinchè, conclude, «la provincia possa dotarsi di una struttura sanitaria all’avanguardia».

Chiara Di Giovannantonio

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