«Bene le assunzioni, ora l’integrativo»
ATRI. I sindacati intervengono sull’annuncio dell’Italprefabbricati che, avendo assunto nuove commesse e fatto nuovi investimenti, sta assumendo nuovo personale. «Finalmente in un settore che invece...
ATRI. I sindacati intervengono sull’annuncio dell’Italprefabbricati che, avendo assunto nuove commesse e fatto nuovi investimenti, sta assumendo nuovo personale. «Finalmente in un settore che invece vede chiudere oltre il 50% delle aziende, qualcuno torna a crescere», scrivono Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil, che fanno anche notare come «se l'azienda ha potuto riprendere la sua politica d'investimenti e di espansione commerciale, lo deve solo ed esclusivamente alle azioni forti intraprese dai lavoratori, per difendere i posti di lavoro nella nota vicenda "Pretaroli".Sembra ieri, ma era febbraio del 2013, quando l'ufficiale giudiziario tentò per ben tre volte di sequestrare la fabbrica e fu bloccato dall'occupazione dei 107 lavoratori, che chiedevano solo rispetto e giustizia per i loro posti di lavoro e il loro salario guadagnato con enormi sacrifici. Oggi la diatriba tra le parti è tornata nei giusti luoghi, quelli delle carte bollate e speriamo si tenga lontana altri mille anni dai nostri posti di lavoro».
I sindacati dicono di aver concordato con l’azienda le nuove assunzioni, per far fronte alle commesse e «inserire, anche temporaneamente, nuovi lavoratori licenziati dalle altre aziende di manufatti del territorio in crisi strutturale». «Nello stesso incontro l'azienda si è impegnata a sistemare alcune partite arretrate con i lavoratori e ad avviare a settembre la discussione riguardante la contrattazione di secondo livello, da chiudere entro fine anno per permettere all'Italprefabbricati di avere un contratto integrativo aziendale vigente dal 2015 in poi», continua la nota, «ogni lavoratore che ha letto l'articolo dell'Italprefabbricati deve sentirsi fiero perché, col suo impegno e col suo sacrificio, ha contribuito a raggiungere quei traguardi, ma soprattutto ha difeso e tutelato il suo posto di lavoro».

