«Bene, ma non basta: ce ne serve il triplo»

Il presidente dell’Ordine dei medici Napoletano chiede alla Regione un ampliamento dell’organico
TERAMO. Se i nuovi 140 contratti a tempo indeterminato salutati ieri mattina rappresentano senza dubbio una boccata di ossigeno per la Asl di Teramo e se altre assunzioni sono in programma grazie ai concorsi in fase di espletamento e a quelli in fase di pubblicazione, la carenza di organico resta una spina nel fianco dell’azienda sanitaria. A sollevare la questione, con qualche nota polemica, il presidente dell’ordine dei medici Cosimo Napoletano, che ha sottolineato come quello presentato ieri non possa che essere un punto di partenza in tema di assunzione di personale. «Quando sono stati mostrati i dati sono stati mostrati solo quelli delle assunzioni», ha detto, «ma non quelli dei posti che perdiamo. Ci vorrebbe quasi il triplo di questi 140 assunti, perché in corsia si soffre e tutte le buone novelle che sono state raccontate mi fanno piacere, ma quando si è in emergenza e ci sono solo due persone a lavorare non c’è umanità. Il pronto soccorso, le unità coronariche non possono avere due, tre persone disponibili». Da qui un invito alla Regione a fare di più: «Adesso è stato fatto il primo passo», ha continuato Napoletano, «assessore, non ci fermiamo qua, apra un altro po' la borsa, si proceda con nuove assunzioni. Anche perché ci sta di mezzo l’ospedale nuovo. Decidiamo cosa fare, perché oggi c’è una dispersione di personale. Non sprechiamo soldi, andiamo su un progetto fattibile per una struttura funzionale». A confermare come le nuove assunzioni non siano sufficienti e come a preoccupare sia soprattutto il comparto medico è lo stesso Fagnano: «Quella arrivata compimento oggi è una procedura di cui siamo orgogliosi. Oggi fare un concorso nella pubblica amministrazione è complicato. Certo non è sufficiente perché gli esodi, i collocamenti in congedo sono molto forti. E sopratutto c’è il problema dei medici che cominciano a mancare in tutta Italia anche per un non corretta programmazione del numero chiuso a medicina e nelle specializzazioni. Oggi, per alcune categorie come gli anestesisti, i radiologi, la medicina d’urgenza, facciamo avvisi e concorsi che vanno deserti. E chi risponde non vuole venire in un ospedale piccolo. Questa è la più grande preoccupazione per il prossimo futuro». (g.l.m.)
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