Beni comunali, vendite rinviate al 2021

Il principale è l’ex mattatoio, sono andate deserte tre aste. Il sindaco: «I proventi servono per comprare le aree di risulta»
ROSETO. «Le eventuali vendite dei nostri beni, in particolare l'ex mattatoio, sono tutte rinviate al 2021. Ora non sono necessarie perché il bilancio è risanato, ma per i grossi investimenti, ad esempio l'acquisizione delle altre due aree di risulta di proprietà delle Ferrovie e l'incremento di risorse per il piano asfalti, sono fondamentali». Sono le decisioni del sindaco Sabatino Di Girolamo, concordate con il gruppo di maggioranza, anche alla luce del periodo attuale di emergenza Covid 19 che rallenta in parte l'attività amministrativa.
Il Comune ha diversi beni da vendere, considerati dal primo cittadino veri e propri fardelli: prima di tutto l'ex mattatoio, ora utilizzato come rimessa degli scuolabus, ma la struttura è completamente nel degrado, con mezzi comunali abbandonati e rifiuti di vario genere. «Ci sono due opzioni per l’ex mattatoio», spiega il sindaco, «o rivalutare completamente il bene, oppure fare un ulteriore ribasso rispetto all'ultima asta andata deserta. Mi consulterò con il dirigente di settore e valuteremo il da farsi». Ben tre aste pubbliche, infatti, sono andate deserte, anche perché il prezzo proposto, circa 3 milioni di euro, è troppo alto per un’area di un ettaro a destinazione residenziale senza sbocchi sul mare.
Non solo l’ex mattatoio però, perché il Comune ha da vendere altri beni come l’ex scuola del quartiere Borsacchio e quella di contrada Giardino, gli appartamenti a Montepagano e il parcheggio sotterraneo di piazza Primo Maggio. C’è poi Villa Clemente, la storico edificio a Roseto nord, che l’amministrazione ha provato a vendere in due aste ma senza risultato: la villa è in condizioni precarie, invasa dalla vegetazione e con gli infissi tutti rotti, e un privato che decidesse di acquistarla dovrebbe poi investire diverse migliaia di euro per ristrutturarla. «Io ritengo che Villa Clemente», precisa Di Girolamo, «se non passa attraverso una variante urbanistica, probabilmente sarà difficile collocarla sul mercato. Se il Comune potesse, intercettando fondi esterni come abbiamo fatto in tante occasioni, ristrutturarla e mantenerla nel patrimonio pubblico non sarebbe male». Finora il Comune è riuscito a vendere due beni, ovvero il terreno delle “Baracche” sul lungomare sud e il terreno a nord di Roseto all’incrocio tra via Accolle e via Michetti, entrambi tramite trattativa diretta: sul primo sorgerà un residence di lusso, mentre a nord Di Roseto nasceranno nuovi appartamenti.
Su come investire gli eventuali proventi derivanti dalle future vendite, ad esempio quella dell’ex mattatoio, il sindaco ha le idee chiare. «Vorrei investire per acquistare le altre due aree di proprietà delle Ferrovie dello Stato», conclude il primo cittadino, «ovvero il parcheggio adiacente alla stazione e l’area ex Autogas a nord del residence Felicioni, e sul piano asfalti, visto che per rinnovare tutte le strade ammalorate del territorio comunale occorrerebbero circa 2 milioni 400mila euro».
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