Benzinaio in coma, l’accusa è di lesioni

Cade l’imputazione di tentato omicidio a carico del 38enne che ha aggredito l’uomo a Cologna
TERAMO. A distanza di alcuni giorni dall’aggressione nei confronti di Gianfranco Pigliacampo, il 50enne di Mosciano gestore del distributore Ip di Cologna Spiaggia attualmente ricoverato in coma farmacologico nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Teramo, la Procura ha proceduto alla modifca del capo di imputazione a carico di G.D.S., il 38enne rom di Roseto che sabato mattina ha sferrato il pugno al benzinaio. L’accusa a carico dell’uomo, messa nero su bianco dal pm Laura Colica, è così passata da tentato omicidio a lesioni gravissime con premeditazione.
Le indagini, in ogni caso, proseguono per chiarire il quadro nel quale si è consumata l’aggressione. Nell’ambito del fascicolo che vede indagato il 38enne rom, difeso dall’avvocato Andrea Ciannavei, il sostituto procuratore titolare del fascicolo ha infatti disposto due perizie: una volta a verificare la compatibilità dell’aggressione così come ricostruita nel racconto dell’indagato con le lesioni riportate da Pigliacampo e una sulle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza interne dell’area di servizio per verificare la presenza di qualche fotogramma che possa essere utile alle indagini. In questi giorni sono state ascoltate anche alcune persone che si trovavano sul posto al momento dell’aggressione, ma tutte hanno dichiarato di non aver visto il momento in cui il 38enne avrebbe sferrato il pugno. Tra questi un rom che è stato riascoltato nuovamente ieri mattina dal pm, al quale avrebbe dichiarato che in quel momento stava lavando l’auto e che avrebbe visto solo l’attimo in cui Pigliacampo ha sbattuto la testa contro il gabbiotto. A quel punto si sarebbe avvicinato per soccorrerlo. Al momento, dunque, a ricostruire il momento dell’aggressione ci sono solo le dichiarazioni dell’indagato che aveva raccontato di aver visto il benzinaio avvicinarsi con fare minaccioso e di aver quindi sferrato il pugno in maniera istintiva. L’aggressione si era consumata sabato mattina dopo una discussione tra Pigliacampo, le cui condizioni restano gravi ma stazionarie, e il figlio del 38enne, al quale era seguita anche un’interlocuzione telefonica tra il benzinaio e l’indagato. Discussione in seguito alla quale il 38enne si era recato alla pompa di benzina. (a.m.)
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