Berardini: la Asl nega la copia degli atti sull’ospedale

13 Settembre 2019

TERAMO. Il deputato del M5S Fabio Berardini ha partecipato ieri alla commissione regionale di vigilanza, presieduta da Pietro Smargiassi, lamentando che la Asl gli ha negato l’accesso agli atti sui...

TERAMO. Il deputato del M5S Fabio Berardini ha partecipato ieri alla commissione regionale di vigilanza, presieduta da Pietro Smargiassi, lamentando che la Asl gli ha negato l’accesso agli atti sui documenti riguardanti la proposta di project financing dell'ospedale di Teramo.
«Nonostante l'interessamento del presidente Pietro Smargiassi e del consigliere Marco Cipolletti, infatti, l'Asl di Teramo non ha concesso copia del progetto protocollato dall’impresa Pizzarotti ma ha consentito ai consiglieri unicamente la visione dei documenti presso i locali dell’azienda sanitaria» dichiara Berardini. La Asl nel luglio scorso, durante una visita ispettiva di Smargiassi, fece visionare tutti i documenti, tanto che il presidente della commissione la ringraziò pubblicamente.
Evidentemente cosa diversa è ritenuta la copia, che a Bernardini è stata negata. E il deputato incalza: «Appare incredibile che dei documenti protocollati, e quindi acquisiti ufficialmente da un ente pubblico, non vengano resi disponibili in copia a consiglieri regionali i quali posseggono il pieno diritto di ottenere tale documentazione nonchè il dovere di segretezza su ciò che acquisiscono. Non esiste alcuna pronuncia dell'autorità giudiziaria e amministrativa, infatti, che vieti l'ostensione di atti a un consigliere regionale per documentazione relativa ad una proposta di project financing». Il responsabile del procedimento, informa poi il deputato, è l’attuale direttore generale facente funzione Maurizio Di Giosia.
E fa notare che è importante considerare che, «come dichiarato dall’ex direttore generale Fagnano, i posti letto dichiarati nel project financing sono 550 mentre la provincia di Teramo avrebbe diritto a circa 900 posti. L’obiettivo da perseguire, infatti, dovrebbe essere quello di migliorare subito le nostre strutture ospedaliere e non concentrarsi unicamente su progetti che potrebbero veder la luce, nel migliore dei casi, tra 15 anni».