Betafence annuncia 100 esuberi Riprende lo stato di agitazione

17 Dicembre 2020

L’azienda rimescola le carte e i lavoratori tornano a protestare: già ieri si sono messi in sciopero I sindacati: «La proprietà ha anche chiesto aiuti economici alla Regione, che ha risposto picche»

TORTORETO. Cento esuberi su 155 lavoratori attuali della Betafence di Tortoreto. Il rialzo del gruppo Praesidiad, che controlla la multinazionale delle recinzioni, fa saltare, per ora, la trattativa sul futuro occupazionale dello stabilimento. La cifra è stata comunicata dai vertici dell’azienda durante la riunione del tavolo di crisi regionale di martedì. Solo poche settimane fa, all’inizio della trattativa sugli esuberi, si parlava di circa 60/70 licenziamenti e garanzie di “uscite morbide” per i dipendenti con gli ammortizzatori sociali. Un’altalena di numeri che ha fatto infuriare le sigle sindacali, che hanno interrotto immediatamente la riunione. Anche la Regione ha detto “no” a un proprio impegno economico a queste condizioni.
Ieri, poi, si è tenuta l’assemblea dei lavoratori, alla presenza anche dell’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale che quel tavolo di crisi lo aveva attivato. L’assemblea ha deciso per lo sciopero immediato, cominciato già ieri pomeriggio. Domani mattina, invece, ci sarà un nuovo presidio con fiaccolata e tanto di conferenza stampa davanti ai cancelli dello stabilimento di Salino. «È inaccettabile che Praesidiad rimescoli così le carte, si torna alla lotta», commenta il segretario provinciale della Fim Cisl Marco Boccanera, che ha confermato quanto accaduto durante la riunione. Il suo sindacato, insieme alla Fiom Cgil, guidata a Teramo da Natascia Innamorati, avevano rilasciato una nota subito dopo l’incontro, annunciando lo stato di agitazione e attaccando duramente i vertici dell’azienda: «Pensano che nel Centro Italia si porti l’anello al naso, hanno cercato applausi per la grazia di non sopprimere il sito di Tortoreto, cercando anche improbabili sponde economiche tramite istituzioni che a loro volta le hanno rigettate al mittente senza appropriate garanzie di tenuta occupazionale. Per questo, e per troppi altri motivi, abbiamo ritenuto di interrompere il tavolo di trattativa».
Dopo pochi giorni, quindi, si rompe la tregua, nonostante quest’ultima fosse stata rinsaldata dall’annuncio ufficiale di Praesidiad di voler mantenere in vita lo stabilimento tortoretano di Betafence, che rischiava di scomparire del tutto. Si torna allo scontro frontale. Non a caso, le sigle sindacali hanno anche chiesto al sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico Alessandra Todde la riattivazione del tavolo di crisi ministeriale, che lei stessa aveva fatto saltare a inizio novembre a causa della mancata presentazione di un piano industriale da parte di Praesidiad.
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