Betafence, i lavoratori si appellano a Patuanelli

2 Agosto 2020

Tortoreto, mobilitazione dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento Operai e sindacati chiedono di spostare la vertenza al ministero del Lavoro

TORTORETO. I 155 lavoratori della Betafence hanno chiesto ufficialmente l’intervento del ministero dello Sviluppo Economico, per scongiurare la chiusura dello storico stabilimento di Tortoreto, unica sede italiana della multinazionale delle recinzioni. Le sigle sindacali Fiom – Cgil e Fim –Cisl nelle ultime ore hanno infatti inviato al Mise un documento congiunto, girato anche ai rappresentanti politici locali, in cui vengono ripercorsi i giorni dall’annuncio a sorpresa della chiusura della Betafence e vengono citati anche i dati che mostrano come l’azienda sia sana e produca utili. Sull’intervento diretto del dicastero retto da Stefano Patuanelli, a Tortoreto c’è un cauto ottimismo.
L’obiettivo, espresso nei giorni scorsi anche dalla grande rappresentanza politica intervenuta nel picchetto dei lavoratori di venerdì mattina, infatti, è che la vertenza Betafence finisca sul tavolo ministeriale entro settembre. Anche perché in ballo ci sono almeno un altro centinaio di lavoratori dell’indotto, oltre alla creazione di un precedente pericoloso per altre aziende, in un territorio che ha già vissuto di recente diverse gravi crisi. I tempi sono stretti: la chiusura dello stabilimento tortoretano, infatti, è prevista entro l’inizio del nuovo anno. Questo, almeno, è quanto uscito fuori dalla breve riunione in azienda di mercoledì scorso alla presenza dei vertici del gruppo Præsidiad che controlla Betafence Italia e che a sua volta è controllato dal fondo americano Carlyle, i quali hanno motivato la volontà di chiudere i battenti con le conseguenze economiche dell’emergenza Covid.
Il sospetto principale che serpeggia tra lavoratori, sindacati e politica, però, è che si voglia in realtà delocalizzare la produzione tortoretana in Polonia. C’è poi il sospetto che l’annuncio di chiusura altro non sia che un tentativo di avviare una trattativa sulla riduzione dei posti di lavoro. Nel frattempo, i lavoratori si organizzano. Lo sciopero è stato interrotto la mattina presto di sabato, alla fine dell’ultimo turno settimanale di lavoro. I dipendenti hanno però già piazzato un presidio fisso, che sarà attivo anche di notte e durante le ferie di agosto, con un sistema di turnazioni. Questo per vigilare e scongiurare possibili trasferimenti di macchinari e materie prime dalla Betafence di Tortoreto in altri luoghi.
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