Betafence in mano alle banche L’appello: «Intervenga Marsilio»

25 Agosto 2023

I sindacati scrivono al presidente della Regione perché istituisca un tavolo di crisi permanente L’obiettivo: «Bisogna capire subito se chi ha acquisito l’azienda vuole chiuderla o andare avanti»

TORTORETO. Un allarme e un appello si sono levati ieri mattina da sindacati e lavoratori della Betafence, l'azienda di Tortoreto che produce recinzioni metalliche e cancelli e che da più di tre anni vive una situazione di affanno fra crisi produttive, cambi di gestione e ammortizzatori sociali. Un affanno che ora si acuisce con la notizia che la Praesidiad, il fondo inglese che detiene la Betafence, è passata a un consorzio di istituti di credito. Un cambio di proprietà che getta un'ombra cupa sul futuro del sito produttivo e dei 97 lavoratori, in cassa integrazione da tempo e fino al 2024.
Ieri Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno indetto una conferenza stampa e un'assemblea dinanzi alla fabbrica per illustrare le recenti novità e chiedere alle istituzioni interventi decisi. Un appello indirizzato direttamente al presidente della Regione Marco Marsilio affinché prenda in mano la vertenza e scongiuri, attivando tavoli e confronti con le parti, una fine drammatica per la realtà produttiva vibratiana. Le strade, secondo i sindacati, sono due: «Il rilancio, cercando di far ripartire il sito, o la dismissione. Questa seconda ipotesi rappresenta la nostra forte preoccupazione, anche perché nel tempo l'azienda è stata già svuotata di macchinari e lavoratori», ha spiegato Natascia Innamorati della Fiom, «temiamo che sia in atto un'azione per dismettere beni immobiliari e forza lavoro; quest'ultima, va detto, ha fatto la ricchezza della Praesidiad perché da sempre la Betafence è stata portafoglio della holding. Non capiamo oggi che giochetto finanziario ci sia dietro», ha aggiunto la sindacalista invitando il presidente Marsilio a scendere in campo convocando il consorzio di istituti di credito per un incontro con istituzioni, sindacati e lavoratori «per avere garanzie da un punto di vista occupazione e produttivo». Richiesta, questa, formalizzata all'esito dell'assemblea dei lavoratori con una missiva inviata dai sindacati a Marsilio e agli assessori regionali Daniele D'Amario e Pietro Quaresimale affinché attivino subito un tavolo di crisi permanente per la Betafence.
Per Marco Boccanera, segretario Fim, «l'indebitamento della Praesidiad era noto e noi lo avevamo segnalato alla politica che non ha fatto nulla: qui si tratta di un fallimento bello e buono. C'è da capire se le banche che ora hanno in mano la Betafence vogliono andare avanti: la politica deve intervenire senza più perdere tempo». Anche per la Uilm bisogna fare presto: «È evidente che quando arrivano le banche le cose si complicano. Bisogna portare la vertenza Betafence su un tavolo ministeriale», ha aggiunto il segretario Uilm Michele Paliani. Ieri lavoratori e sindacati hanno deciso di convocare un'assemblea permanente dalle 6 di lunedì 28 agosto alle 6 del giorno dopo per tornare a discutere della vertenza anche alla luce della richiesta di apertura di un tavolo di crisi inoltrata da Cgil, Cisl e Uil alla Regione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA