Betafence, interviene la Regione

10 Novembre 2020

Tortoreto, l’assessore Quaresimale convoca la proprietà. Altri due scioperi in vista

TORTORETO. La Regione convoca la proprietà della Betafence per salvare lo stabilimento di Tortoreto, mentre il ministero dello Sviluppo Economico tenta di ricucire lo strappo della riunione di venerdì. Questi sono gli impegni che i 155 lavoratori a rischio della multinazionale sono riusciti a ottenere nelle ultime ore, con due scioperi e la riattivazione del picchetto fisso davanti ai cancelli dello stabilimento.
Durante lo sciopero di ieri mattina, al presidio è intervenuto anche il neo assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale, che ha promesso: «La Regione vuole fare la sua parte, anche impegnando delle somme, ma vogliamo un piano industriale che non preveda licenziamenti e garantisca la permanenza sul territorio. I tempi sono stretti, per questo ho convocato i rappresentanti dell’azienda nel mio assessorato». Anche il deputato del gruppo misto Antonio Zennaro, presente al presidio, ha voluto sottolineare la necessità del mantenimento di tutte le linee di produzione e dei posti di lavoro, ma anche di dare una prospettiva ad uno stabilimento che sta perdendo commesse e clienti a causa dell’incertezza. Il gruppo Praesidiad che controlla Betafence, infatti, pur essendo tornata sui propri passi rispetto alla chiusura dello stabilimento, ha dettodi voler mantenere una sola linea produttiva a Tortoreto, cosa che potrebbe provocare il licenziamento di oltre metà dei dipendenti e chissà quanti altri nell’indotto. E’ per questa intenzione, insieme alla richiesta di fondi avanzata al Governo, che si è consumato lo strappo durante la riunione di venerdì del tavolo ministeriale, con il sottosegretario Alessandra Todde che ha fatto saltare la discussione. «Seppur condividendo la linea di totale chiusura all’elargizione di finanziamenti pubblici da parte del Mise nel caso di un piano che preveda licenziamenti, si ritiene assolutamente opportuno che il prosieguo della trattativa e del confronto avvenga su un tavolo istituzionale, così da non lasciare lavoratrici e lavoratori soli con il loro destino», scrivono in una nota Fim Cisl e Fiom Cgil, «pertanto si invita il ministero a riprendere l’interlocuzione interrotta il 6 novembre».
Il Mise, in realtà, avrebbe già preso i contatti per riaprire la trattiva in corso. Le organizzazioni sindacali, nel frattempo, hanno deciso di proclamare altri due scioperi di due ore, uno per domani e uno per venerdì, che interesseranno anche le linee continue e i dipendenti al momento in smart working. «Tale decisione è motivata con il perdurare dell’incertezza circa il futuro del sito di Tortoreto», spiegano le sigle sindacali, «ad oggi l’azienda non è riuscita a formalizzare le volontà relative a una presunta riorganizzazione. Tantomeno si è riusciti ad avere dettagli sulla natura e sull’incidenza di quelle “linee” (semmai di linee si possa parlare in uno stabilimento industriale come quello di Betafence) che il gruppo continua a considerare improduttive ed in perdita e quindi da tagliare con la relativa manodopera». (l.t.)
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