Betafence non chiude, ridotti gli esuberi

Nella riunione in Regione l’azienda annuncia che manterrà lo stabilimento. Voci parlano del taglio di un terzo dei posti
TORTORETO. Lo stabilimento Betafence di Tortoreto non chiuderà, al via la trattativa sugli esuberi. Tagli per circa un terzo del totale dei 155 posti di lavoro attuali: questa, secondo indiscrezioni, sarebbe la base da cui partirebbe l’azienda nella trattativa, impegnandosi però ad “uscite morbide” attraverso gli ammortizzatori sociali. Di numeri, però, non si è parlato praticamente per nulla durante la prima riunione del tavolo di crisi regionale, tenuta ieri mattina a Pescara nell’assessorato al lavoro guidato da Pietro Quaresimale che l’ha convocata, alla presenza dei rappresentanti sindacali e del gruppo Praesidiad che controlla Betafence e che ha inviato i consulenti Stefano Lalatta e Valentina Castelli.
«Nessuna dismissione del sito industriale Betafence di Tortoreto, nessun spostamento della produzione in Polonia e avviamento di una fase di studio da parte della multinazionale per rilanciare la struttura abruzzese all'interno dell'organizzazione dell'azienda stessa»: così, in una nota ufficiale, la Regione Abruzzo riassume quanto discusso e ottenuto durante la riunione, prima di citare il commento politico di Quaresimale: «L'attenzione su questa vertenza rimane alta perché riteniamo fondamentale non perdere altri posti di lavoro sul territorio. Il fatto che Betafence abbia ufficialmente dichiarato di non voler dismettere il sito di Tortoreto è un passo in avanti, così come la precisazione che gli esuberi saranno al minimo. Ma in un certo senso la possibilità di un'ampia ristrutturazione presuppone che il sito di Tortoreto sarà rilanciato come centro di eccellenza, con possibilità di riqualificare il personale e con un impegno della Regione Abruzzo a finanziare la formazione degli addetti». Il neo assessore regionale al lavoro continua poi sul tema degli esuberi: «E' questa la notizia che ci tiene in massima allerta, anche se l'azienda proprio nella riunione di oggi ha confermato l'intenzione di ridurre l'impatto sociale volendo aderire a tutte le forme di welfare per le cosiddette uscite morbide. Come Regione, siamo pronti a garantire precise azioni di politica attiva in favore dei lavoratori espulsi e in favore dell'azienda che volesse riconvertire il personale rimanente del sito di Tortoreto».
Numeri nella riunione non sono stati fatti: dovrebbero uscire fuori fra un mese, quando sarà convocata la seconda riunione del tavolo regionale. Ma a livello non ufficiale pare che si riesca a scendere a un esubero di circa un terzo dei lavoratori. Si attendono aggiornamenti anche sulla possibile riapertura del tavolo ministeriale. Come segnala la stessa nota della Regione, «la riunione è stata salutata con favore dai rappresentanti sindacali che hanno apprezzato la decisione dell'assessore di avviare un tavolo istituzionale regionale solo pochi giorni dopo l'incontro con i rappresentanti politici del ministero dello Sviluppo economico». Si aspetta il giudizio dei 155 lavoratori, che si esprimeranno durante l’assemblea convocata per lunedì.
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