Betafence, nuova idea: cassa integrazione e niente licenziamenti

19 Dicembre 2020

Quaresimale comunica agli operai in sciopero l’ultimo dietrofront dell’azienda. I sindacati: «Non ci fidiamo, serve un piano industriale»

TORTORETO. Il gruppo Praesidiad che controlla Betafence ci ripensa di nuovo: non più licenziamenti, ma piano sociale con cassa integrazione per due anni. A dare notizia della proposta dell’azienda è stato l’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale, intervenuto ieri mattina nel presidio di protesta dei lavoratori in sciopero davanti ai cancelli dello stabilimento di Tortoreto. «L'azienda ha risposto alla mia mail in cui chiedevo un piano certo degli esuberi dicendo che ha intenzione di presentare un piano sociale in cui si prevede l'accesso agli ammortizzatori sociali per due anni», ha detto l’assessore, commentando positivamente la novità. Solo tre giorni prima, durante la seconda riunione del tavolo di crisi regionale voluto dallo stesso Quaresimale, l’azienda aveva parlato di 100 esuberi nel 2021. Cioè due terzi dell’attuale forza lavoro dello stabilimento tortoretano della multinazionale delle recinzioni metalliche, che ha 155 dipendenti. Solo poche settimane prima, Praesidiad aveva deciso di salvare lo stabilimento. Si parlava allora di 60/70 esuberi. La confusione, quindi, regna sovrana.
Esausti i lavoratori, rimbalzati in un’altalena di annunci e passi indietro che va avanti dall’estate, quando Praesidiad fece sapere l’intenzione di voler chiudere lo stabilimento Betafence di Tortoreto, unico in Italia. Da lì la battaglia, le fiaccolate e anche un tavolo di crisi ministeriale andato in frantumi, interrotto dallo stesso segretario del ministero dello Sviluppo economico Alessandra Todde di fronte alla mancata presentazione di un piano industriale da parte dell’azienda. È ancora questo il tema cruciale: l’assenza di una posizione certa sul futuro della Betafence Italia da parte della proprietà. «Manca un piano industriale. Non vogliamo un piano sociale, che non ci fa presagire una buona trattativa. Questa è un'azienda che sta bene e l’azienda deve dirci con chiarezza quale futuro intende riservare a questo stabilimento. Vogliamo sapere quali sono le prospettive», ha commentato al presidio la segretaria provinciale della Fiom Cgil Natascia Innamorati. Più positivo, invece, il commento di Marco Boccanera, segretario provinciale della Fim Cisl: «Bene gli ammortizzatori sociali, quella dell’azienda è un’apertura, si tratta di una conquista e di un passo in avanti dopo l’annuncio dei licenziamenti. Ma lo stato di agitazione rimane, continuiamo a non fidarci. L’azienda deve mettere nero su bianco cosa vuole fare con un piano industriale».
La nuova proposta del gruppo Praesidiad ha comunque avuto un effetto immediato: la riapertura della trattativa al tavolo di crisi regionale, che si era bruscamente interrotta martedì per decisione delle sigle sindacali alla notizia dei 100 esuberi. Sarebbe stata la stessa azienda a chiedere un incontro da fissare poco dopo la metà del mese di gennaio. I sindacati hanno chiesto di anticipare. Si deciderà nei prossimi giorni, quando si terranno anche altri contatti informali tra le parti.
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