Betafence, proposta degli operai: «Tutti in contratto di solidarietà»

3 Febbraio 2021

Tortoreto, i sindacati: «Sì all’uscita morbida di lavoratori, no agli esuberi previsti dal piano industriale» Le condizioni saranno espresse domani alla proprietà dello stabilimento nel tavolo di crisi regionale

TORTORETO. La condizione preliminare della trattativa che domani sarà portata al tavolo regionale con le organizzazioni sindacali e la Praesidiad che controlla la Betafence (non sarà presente al confronto la parte inglese della società per azioni) è l’applicazione del contratto di solidarietà per tutti i lavoratori del sito di Tortoreto. Il che vuol dire, no al piano industriale proposto dall’azienda che prevede esuberi e l’uscita dal lavoro della gran parte dei dipendenti.
Fiom Cgil e Fim Cisl ieri mattina hanno manifestato nel parcheggio aziendale con i lavoratori, per illustrare le proposte da portare all’incontro fra le parti. Natascia Innamorati della Fiom Cgil e Marco Boccanera della Fim Cisl hanno spiegato perché non possa essere accolta la proposta di piano industriale mentre ritengono percorribile la strada del contratto di solidarietà. «La nostra soluzione permetterebbe per tutto l’anno in corso di garantire, a meno ore e a stipendio ridotto, un reddito a tutti i dipendenti, nessuno escluso», hanno spiegato i due sindacalisti, «Nel frattempo, tra esodo incentivato, prepensionamenti e pensionamenti potremmo garantire un’uscita morbida portando al raggiungimento dei livelli occupazionali previsti, senza così danneggiare i lavoratori dietro cui ci sono intere famiglie a cui vanno garantiti diritti e reddito. I lavoratori in possesso dei requisiti avrebbero, così, garantito il diritto previsto dall’uscita aziendale per raggiungimento dei limiti di età e dei contributi pensionistici e, in altri casi, l’adozione di soluzioni favorevoli all’uscita dal mondo del lavoro». Dunque, la ricetta sindacati e rsu ce l’hanno e la porteranno al tavolo. Quella di domani, sanno già le organizzazioni sindacali, non sarà la giornata conclusiva della trattativa e non sarà probabilmente definito il percorso, per cui è ipotizzabile un aggiornamento del tavolo. Ma di indietreggiare rispetto alla proposta avanzata, no. Quindi il piano industriale, se passasse la traccia sindacale, dovrebbe trovare applicazione solo il prossimo anno. Se non prevarrà una linea di garanzia per i lavoratori, i cento esuberi non verranno più dichiarati tali in questa fase e le parti non troveranno un accordo soddisfacente, le manifestazioni di protesta riprenderanno.
La questione tiene banco dal 29 luglio scorso, da quando i lavoratori della Betafence sono entrati in stato di agitazione per i licenziamenti e la chiusura del sito produttivo tortoretano. Da allora, sono state inanellate una serie di incontri e manifestazioni per il diritto al lavoro e al reddito. La Betafence è un’azienda sana e produttiva e ancora oggi le maestranze chiedono la non dismissione del sito industriale.
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