Betafence, resta l’allarme per stop alla produzione

2 Giugno 2022

TORTORETO. Resta alto l’allarme per il futuro della Betafence. Dall’incontro di ieri non sono emerse indicazioni rassicuranti contro di il rischio di smantellamento del sito produttivo di Tortoreto...

TORTORETO. Resta alto l’allarme per il futuro della Betafence. Dall’incontro di ieri non sono emerse indicazioni rassicuranti contro di il rischio di smantellamento del sito produttivo di Tortoreto dell’azienda. Per questo l’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale annuncia una nuova riunione con la proprietà da tenere entro le prossime due settimane. L'incontro di ieri mattina con rappresentanti dell’azienda e dei sindacati ha lasciato questi ultimi del tutto insoddisfatti dei chiarimenti sull’attuazione del piano industriale. Secondo le organizzazioni di categoria, infatti, resta forte il pericolo di depotenziare l’operatività dello stabilimento tortoretano dell’azienda che produce recinzioni, aprendo la prospettiva di uno spostamento dell’attività, con una conseguente ricaduta negativa sui lavoratori. Se i sindacati nutrono dubbi sull'attuazione del piano industriale», tiene a precisare l’assessore, «è bene interpellare l'azienda e capire lo stato di attuazione del piano presentato un anno fa che, secondo quanto affermano i sindacati, all'atto pratico avrebbe subito delle modificazioni».
Quaresimale per questo annuncia un ulteriore approfondimento. «Con azienda e sindacati è mia intenzione, insieme con i rappresentanti del Dipartimento dello sviluppo economico della Regione», afferma. «verificare se esistono effettivamente discrasie tra quanto sottoscritto un anno fa e quanto si sta facendo in questi mesi sul sito della Betafence». A detta dell’assessore, comunque, «rimane centrale in questa vertenza il ruolo di mediazione che la Regione ha assunto e che ha come unico obiettivo la tutela dei dipendenti e del loro diritto a lavorare». Un risultato è stato ottenuto nei mesi scorsi con la proroga di un anno del contratto di solidarietà applicato al personale dello stabilimento, ma il timore dei rappresentanti sindacali è che, al termine di questo periodo, scattino i tagli alla produttività.