Biblioteca comunale chiusa da due anni: va trasferita altrove

L’assessore Di Giovanni replica alla sollecitazione del Pd: «Locali utilizzati per altri scopi, meglio fare una sede nuova»
SILVI. Dopo due anni di stop legato alla pandemia, il Comune di Silvi non è intenzionato a riaprire la biblioteca comunale. Ad affermarlo è proprio l’assessore alla cultura Giuseppina Di Giovanni che, sollecitata dalla recente richiesta dei Giovani Democratici del Cerrano a riaprire al pubblico gli spazi dedicati alla lettura, in una nota argomenta: «Oggi i motivi sanitari sono molto attenuati, ma non del tutto scomparsi. Nella biblioteca ad oggi si tengono i consigli comunali senza la partecipazione del pubblico, le riunioni di giunta e quelle sindacali, gli incontri dell’amministrazione, riunioni di lavoro e convegni. Abbiamo più di qualche perplessità nel riaprire i locali a tutti nonostante avessimo dotato i locali di un apparecchio di purificazione dell’aria. Vogliamo, in attesa di dotare la città di una vera biblioteca comunale con propria ed esclusiva sede, predisporre una biblioteca per ragazzi che sarà aperta verso fine mese».
Il delegato alla scuola dei Giovani Democratici Samuele Ballarini sul tema ha lanciato una raccolta firme online e nelle premesse ha spiegato: «Giudichiamo irragionevole e inammissibile la perpetua interruzione di un servizio pubblico che si protrae, ormai, da due anni. Sollecitiamo l’attuazione di tutte quelle predisposizioni propedeutiche alla riapertura della biblioteca, anche in vista dell’imminente esame di maturità e della sessione estiva per gli studenti universitari. Le biblioteche, oltre ad essere luoghi fondamentali della cultura, diventano un ritrovo per tutti quegli studenti che non dispongono di altri spazi dove poter svolgere le loro attività di studio, e per tutti coloro che non posseggono – e che magari non possono acquistare – dispositivi elettronici o una rete internet».
L’assessore Di Giovanni, pur giudicando legittima la richiesta di riapertura, ha altresì evidenziato come attualmente i locali posti all’ultimo piano del palazzo di città siano utilizzati in maniera assai diversificata da diversi soggetti e come occorra creare, per questo motivo, spazi opportuni e dedicati a chi intende leggere o studiare durante il giorno.
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