Bilancio e piano industriale Team La maggioranza supera l’esame

31 Marzo 2023

Approvati gli ultimi due provvedimenti importanti del mandato, l’opposizione contesta dati e progetti Cozzi (Forza Italia): «Opere annunciate e mai realizzate». L’assessore Di Padova: «Aumentati i servizi»

TERAMO . Il bilancio di previsione e il piano industriale della Teramo Ambiente sono stati due punti più rilevanti di quello che è stato il penultimo consiglio comunale dell’era D’Alberto. L'assise tornerà a riunirsi ad aprile solo per una seduta dedicata a provvedimenti indifferibili e urgenti legati al consuntivo del 2022.
IL BILANCIO
A relazionare sul primo punto è stata l’assessore Stefania Di Padova che ha sottolineato come il bilancio di previsione 2023/2025, che per gran parte ricalca il Dup (documento unico di programmazione) già approvato, rappresenti una cornice all’interno della quale l'amministrazione si muoverà e che verrà riempita man mano con variazioni ad hoc in base alle necessità. Per l’assessore si tratta di un bilancio «soddisfacente», capace di reggere ai rincari dell’energia che per il Comune nel 2022 sono raddoppiati sul fronte dell’elettricità e quadruplicati per il gas: «Siamo riusciti tuttavia a mantenere i servizi e anzi a implementare le agevolazioni per quelli a domanda individuale come le rette per le mense e i trasporti di asili e scuole», ha detto Di Padova, «le tasche dei cittadini non le abbiamo toccate e abbiamo fatto investimenti importanti, a partire dal piano assunzioni con 84 nuovi ingressi». Il consigliere Mario Cozzi (Forza Italia) ha riconosciuto il buono stato di salute del bilancio sostenendo però come il merito sia stato anche delle risorse legate al Covid e al Pnrr e incalzando sullo stallo per «i progetti annunciati ma ancora non concretizzati». Il bilancio di previsione è stato approvato con 19 voti favorevoli, 2 astensioni e 2 voti contrari.
IL PIANO della TEAM
Ad accendere il dibattito è stato il piano industriale della Team, illustrato dal sindaco Gianguido D’Alberto e dal presidente della in house Sergio Saccomandi. E se i consiglieri di maggioranza, da Mauro Di Dalmazio a Flavio Bartolini fino a Vincenzo Cipolletti, hanno levato gli scudi a difesa delle scelte inanellate sull’azienda dei rifiuti dal suo passaggio a società pubblica fino alle linee strategiche inserite nel Piano industriale, l’opposizione ha dato battaglia contestando numeri, tempi e composizione del documento. Nel piano industriale sono stati inseriti gli investimenti previsti dalla Team: dall’impianto di cremazione al biodigestore, ma anche il percorso che la società vorrà seguire per «diventare il riferimento sul territorio provinciale ma anche regionale per i rifiuti», ha detto D’Alberto ricordando come solo la trasformazione a società pubblica consenta oggi di «parlare e progettare un biodigestore che cambierà l’economia locale». Saccomandi ha detto che il piano guarda «ai prossimi cinque anni, con una progettualità che traccia una via per il futuro». Giovanni Luzii (Cittadini in Comune) ha criticato il ritardo della presentazione del documento e il fatto che all’interno siano stati inseriti ricavi dall’impianto di cremazione «che non esiste ancora, così come non c’è neppure il progetto per il biodigestore, benché ci siano i fondi. È stato portato un piano fondato su ciò che non esiste». Saccomandi e D’Alberto nel replicare hanno ribadito come il documento per sua natura racchiuda le intenzioni del management, le strategie a lungo termine. «L’impianto di cremazione è realizzabile a breve, puntiamo a far partire i lavori entro il 2023 ed è in questa ottica presente nel piano», ha chiarito Saccomandi, «il biodigestore segue la strada del Pnrr, con fondi e tempi più lunghi». Il documento è stato approvato con 20 sì e 3 no.
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