Bilancio, il Comune denuncia Pavone

L’esposto in Procura è stato presentato mesi fa ma è venuto a galla solo ora. L’ex sindaco: «C’era solo un errore di calcolo»
ROSETO. Un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo e alla Procura regionale della Corte dei Conti dell’Aquila contro l’ex sindaco Enio Pavone, da parte del Comune di Roseto, in merito alla delibera di approvazione del consuntivo 2016 per un buco da 1,9 milioni. È una storia venuta alla luce solo ora anche se l’esposto è stato presentato nel marzo 2017. Ma oggi nel consiglio comunale di Roseto, nel corso dei preliminari, l’attuale consigliere d’opposizione Pavone ne parlerà perché lo è venuto a sapere per caso. Il sindaco Sabatino Di Girolamo, nel merito, preferisce non commentare. «Io non speculo sulle inchieste giudiziarie», dice il primo cittadino rosetano, «perché spesso si risolvono in archiviazioni e, quindi, non dico nulla».
Ne ha da dire invece Pavone, protagonista dell’esposto. «Il sindaco parla di rispetto, di non far entrare la magistratura nelle aule del consiglio comunale», afferma Pavone, «fa la morale, e invece già ha agito nei nostri confronti». L’esposto è stato firmato dal sindaco Di Girolamo, dall’assessore al bilancio Antonio Frattari, dall’attuale dirigente di ragioneria, Antonietta Crisucci, e dal segretario generale del Comune Fabiola Candelori. Secondo quanto dichiarato dall’ex sindaco, sulla delibera relativa al consuntivo 2016 ci sarebbe stato «un errore materiale di calcolo»: il consiglio approvò la delibera con il dato errato ma l’ex presidente del consiglio Nicola Di Marco mise al corrente con una lettera tutti i consiglieri dell’errore. L’anno scorso, a giugno, Di Marco insieme all’ex dirigente di ragioneria, Rosaria Ciancaione, parlarono con Di Girolamo e Frattari per cercare di riadottare quell’atto in maniera corretta e sanare, quindi, l’errore che, secondo Pavone, era solo formale. «In realtà, però, il sindaco nel mese di marzo 2017 aveva già mandato gli atti alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei Conti», aggiunge Pavone, «perché ipotizzano che abbiamo commesso dei reati contabili e penali e, nell’incontro con Di Marco e Ciancaione, il sindaco non aveva informato dell’esposto già effettuato prendendo tempo. Per questo sono molto arrabbiato. Noi stessi, in questo anno, potevamo mandare vari atti alla Procura, come per esempio l’ordinanza non pubblicata sui parcheggi a pagamento o la delibera sul project financing sull’illuminazione pubblica senza atti, ma non l’abbiamo fatto».
La vicenda è già uscita fuori nell’incontro di lunedì con D’Alfonso, nel quale il governatore aveva detto di apprezzare l’opposizione del consiglio di Roseto perché «non fa esposti ma ragiona» e Pavone aveva risposto che a Roseto è «l’opposizione a prendere le denunce». Nel consiglio di questa sera si discuterà anche della mancata costituzione di parte civile del Comune di Roseto nel processo a Tarcisio Cava, e anche della rottamazione delle cartelle esattoriali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

